Tajani alla Camera: "Noi al Board of Peace. Non ci sono alternative al piano USA."

User Avatar

UCapital Media

Share:

Oggi l’Italia, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha riferito alla Camera dei Deputati sulla scelta di partecipare, in qualità di osservatore, alla prima riunione del Board of Peace dedicato alla crisi di Gaza.

Più che una semplice formalità parlamentare, si tratta di una scelta di politica estera che dimostra la volontà del nostro Paese di restare protagonista in un momento cruciale per la stabilità del Medio Oriente e la ricostruzione di una terra che da troppo tempo soffre.


Il Board of Peace, promosso dall’amministrazione statunitense, è nato con l’obiettivo di sostenere un processo di pace globale e in particolare la ricostruzione di Gaza dopo anni di conflitto. Negli Stati Uniti i membri hanno già annunciato impegni finanziari per oltre 5 miliardi di dollari a sostegno di progetti umanitari e di ricostruzione nella Striscia.


L’Italia non sarà tra i membri con diritto di voto, ma il ruolo di osservatore, alla stregua dell’Unione Europea, non è simbolico: significa poter partecipare alle discussioni, portare le nostre esperienze e idee e contribuire a orientare le future iniziative internazionali per Gaza.


Partecipare come osservatore riflette anche una scelta pragmatica: tutela l’autonomia costituzionale italiana, pur permettendo al nostro Paese di essere coinvolto nelle decisioni che riguardano pace, sicurezza e sviluppo nel Medio Oriente.


In un momento in cui molte nazioni occidentali esitano o declinano l’invito, l’Italia ha invece deciso di mantenere il proprio impegno, così da non lasciare spazio ad altri attori internazionali meno attenti alle esigenze umanitarie e di stabilizzazione.


Non va dimenticato che Roma è già tra i principali Paesi sostenitori degli aiuti per Gaza: oltre agli sforzi diplomatici, l’Italia ha dichiarato la disponibilità a contribuire alla formazione delle forze di polizia palestinesi, sostenendo così la sicurezza sul territorio in vista della ricostruzione e della coesistenza civile.


Questa scelta di partecipazione italiana si inserisce in un quadro più ampio di impegni diplomatici e umanitari: essere presenti nel Board of Peace significa mettere al centro la protezione dei civili, il sostegno alla pace duratura e l’elaborazione di soluzioni condivise.


Non si tratta solo di presenziare a un tavolo internazionale, ma di mettere a frutto il ruolo storico dell’Italia tra i Paesi promotori di iniziative multilaterali, con l’obiettivo di aiutare Gaza a ricostruire non soltanto edifici, ma anche prospettive di convivenza pacifica.


Klevis Gjoka