MAGA ma non troppo: perché Rubio piace all'UE e agli americani

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UCapital Media

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Negli splendidi spazi della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, un palcoscenico internazionale di primo piano, Marco Rubio ha consegnato un messaggio di visione e responsabilità che risuona ben oltre gli Stati Uniti. Dal palco bavarese il Segretario di Stato ha lanciato un appello chiaro e impegnativo: un’alleanza transatlantica non soltanto da preservare, ma da rinvigorire per costruire la prosperità del prossimo decennio.


Rubio ha espresso con determinazione un concetto che potrebbe diventare un punto di riferimento per il futuro della politica internazionale: Europa e Stati Uniti non sono estranei, ma parte di un destino condiviso. L’ha detto con parole forti, ma soprattutto con concretezza: “Non vogliamo alleati deboli, perché questo rende più deboli anche noi”, ha sottolineato, evocando un’alleanza che rafforzi la sicurezza collettiva e promuova stabilità globale.


Un messaggio così non è soltanto politico ma strategico e moralmente radicato: secondo Rubio, il rapporto con l’Europa è fondato su radici storiche indissolubili e su legami culturali profondi. Ricordando il contributo dei soldati che “hanno combattuto, sanguinato e sono morti fianco a fianco”, ha voluto riaffermare che l’Occidente non è un concetto astratto, ma una comunità di valori che merita di essere difesa con impegno e orgoglio.


Questa visione di leadership, che guarda alla cooperazione prima di tutto, è stata apprezzata da figure di peso della diplomazia europea. Il Ministro degli Esteri Tajani ha definito il discorso “molto positivo”, sottolineando come esso rafforzi i rapporti transatlantici e riconosca il contributo europeo alla sicurezza globale. Allo stesso modo, la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen si è detta “molto rassicurata” dall’orientamento espresso da Rubio, evidenziando la necessità di un’Europa forte e autonoma, ma in collaborazione con gli Stati Uniti.


In un’epoca in cui le tensioni geopolitiche e le sfide globali, dalla sicurezza energetica alla competitività economica, richiedono scelte coraggiose, il messaggio di Rubio si distingue per concretezza e visione. È una chiamata alla responsabilità comune, che invita l’Occidente a non rassegnarsi a un declino inevitabile, ma a costruire insieme un nuovo secolo di prosperità.


Se in molti guardano già a Rubio come uno dei leader più influenti nel contesto internazionale, non è difficile capire perché. La sua capacità di unire visione ideologica e realismo politico, di parlare di alleanze senza retorica vuota e di invitare alla cooperazione senza timori, ne fanno non solo un protagonista della politica estera americana, ma anche un candidato naturale per guidare gli Stati Uniti nel prossimo futuro, con l’idea di un’America forte insieme ai suoi alleati e non isolata.


Klevis Gjoka