Stretta in arrivo alla Camera sui cambi di casacca
UCapital Media
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La Camera dei Deputati si appresta a votare un nuovo Regolamento che punta a rendere l’attività parlamentare più trasparente, coerente e rispettosa del mandato elettorale. Dopo mesi di confronto e un lavoro condiviso tra diverse forze politiche, il testo regolamentare è pronto per l’Aula lunedì 16 febbraio e può segnare un importante passo avanti nel funzionamento dell’istituzione rappresentativa per eccellenza.
Una delle novità centrali riguarda il tema dei cambi di gruppo parlamentare, una pratica che negli ultimi anni ha suscitato critiche perché può apparire distante dalla volontà degli elettori. Con il nuovo regolamento, chi decide di cambiare “casacca” durante la legislatura vedrà un adeguamento delle risorse economiche trasferite al nuovo gruppo e potrà perdere incarichi direttivi, salvaguardando così la stabilità dei gruppi eletti e il rapporto di fiducia con gli elettori. Questa misura rafforza la responsabilità politica e riduce gli incentivi a spostamenti motivati da opportunismi piuttosto che da convinzioni programmatiche.
Un altro elemento di svolta è la revisione delle norme sul voto di fiducia. Eliminando l’obbligo delle 24 ore di sospensione tra la richiesta e il voto, il regolamento favorisce un ritmo più snello e coerente con le esigenze di decisione rapida, senza però rinunciare al necessario spazio di dibattito parlamentare. Allo stesso tempo, vengono introdotte regole chiare anche per i decreti legge, con tempi di esame certi che conciliano efficienza e confronto democratico.
Il nuovo testo non dimentica qualità e rispetto delle istituzioni: è previsto un Codice di condotta per i deputati, con principi chiari e sanzioni per violazioni, e un rafforzamento dello Statuto delle opposizioni. Un Comitato consultivo bipartisan monitorerà l’applicazione delle regole, favorendo un clima di responsabilità e rispetto reciproco tra i parlamentari.
Infine, il regolamento promuove una migliore collaborazione istituzionale, prevedendo strumenti di coordinamento tra Camera e Senato per definire regole comuni, segno di una visione più organica del Parlamento nel suo insieme.
Nel complesso, questa riforma non è solo un aggiornamento tecnico di norme interne: rappresenta un tentativo concreto di modernizzare l’attività parlamentare, rafforzare la responsabilità dei deputati nei confronti degli elettori e favorire un funzionamento più efficiente di Montecitorio.
Klevis Gjoka
