Meloni: "Blocco Navale promessa mantenuta"

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UCapital Media

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo disegno di legge sull’immigrazione che rappresenta un passo importante nella gestione dei flussi migratori e nella tutela della sicurezza nazionale. Il provvedimento, frutto del lavoro dell’esecutivo, punta a rafforzare gli strumenti a disposizione delle autorità per contrastare l’immigrazione irregolare in modo più efficace e responsabile, tutelando al contempo l’ordine pubblico e la legalità.


Tra le principali novità del testo, che sarà ora trasmesso al Parlamento per l’esame, c’è la possibilità di attivare blocchi navali per impedire l’ingresso di imbarcazioni quando la pressione migratoria supera livelli tali da mettere a rischio la gestione sicura delle frontiere nazionali. Questa misura non vuole essere un gesto punitivo, ma uno strumento di prevenzione pensato per ridurre drasticamente le partenze irregolari e scoraggiare i viaggi pericolosi che troppo spesso si trasformano in tragedie nel Mediterraneo.


Il Governo ha anche previsto una revisione delle procedure di espulsione e rimpatrio, con l’obiettivo di accelerare i tempi per chi non ha diritto alla protezione internazionale e ripristinare con maggior rapidità la legalità sul territorio. Secondo la premier, che ha definito il blocco navale "una promessa mantenuta", queste misure ribadiscono che chi sceglie di vivere in Italia deve rispettare le leggi e i valori fondamentali dello Stato.


Il disegno di legge si inserisce nel contesto del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che l’Italia ha contribuito a definire insieme agli altri Paesi membri. Con l’adozione di queste norme, l’esecutivo intende mettere in pratica un approccio più equilibrato e sostenibile alla gestione dei flussi, rafforzando la cooperazione con le istituzioni europee e gli Stati terzi per affrontare le cause profonde delle migrazioni irregolari.

L’approvazione del ddl segna per il governo un ulteriore consolidamento delle politiche migratorie che nei mesi scorsi hanno già portato a una riduzione degli sbarchi e a un aumento dei rimpatri, risultati che l’esecutivo considera segnali positivi dell’efficacia delle scelte adottate.


Klevis Gjoka