Verso un’Europa più dinamica: stop all'unanimità, sì al federalismo pragmatico e al rilancio economico.

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Benedetta Zimone

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L’unanimità nell’UE continua a rappresentare un importante ostacolo alla competitività tra gli Stati membri. La Presidente della Commissione Europea ha sottolineato la necessità di migliorare la cooperazione tra i 27 Paesi dell’Unione per portare avanti l’agenda economica europea, anche attraverso la creazione di gruppi più ristretti tra gli Stati più proattivi. Una mossa cruciale per rafforzare la competitività europea rispetto ai grandi attori globali, come Russia e Cina.


In vista dell’incontro di giovedì 12 in Belgio tra i leader europei, insieme a Mario Draghi e Mario Letta, Ursula Von Der Leyen spingerà per trovare una soluzione rapida al fenomeno del “gold-plating”, che comporta un eccesso di passaggi burocratici da parte degli Stati membri nell’attuazione delle direttive europee.


Il “federalismo pragmatico” è infatti l’approccio a cui punta l’ex Presidente della BCE, Mario Draghi, per rendere l’Unione più efficace e meno vincolata da rigidità procedurali.


Sul piano finanziario, la Commissione ha completato una nuova emissione di EU-Bond sui mercati internazionali, per un totale di 11 miliardi di euro. Si è registrato un vero e proprio boom di richieste da parte degli investitori, che hanno presentato offerte complessive per 172 miliardi di euro, a conferma della forte fiducia nei confronti del debito comune europeo.


I proventi saranno destinati principalmente al finanziamento dei grandi progetti europei, tra cui il sostegno all’Ucraina e il programma NextGenerationEU, il più ampio piano di investimenti volto a rendere l’Europa più sostenibile, innovativa e pronta ad affrontare le sfide presenti e future, con gli Stati membri protagonisti del processo di trasformazione.


Benedetta Zimone