Il governo prepara una stretta ulteriore sull'immigrazione
UCapital Media
Share:
Il governo italiano si appresta a presentare un nuovo disegno di legge sull’immigrazione che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri mercoledì 11 febbraio. L’obiettivo dichiarato è quello di recepire il nuovo Patto europeo su asilo e immigrazione e di introdurre misure più severe contro l’immigrazione irregolare, compresa l’ipotesi di quello che alcuni definiscono “blocco navale”.
La notizia è un segnale chiaro: l’attuale situazione non può più essere gestita con misure deboli o palliative. Per troppo tempo l’Italia è stata un porto di arrivo per trafficanti e migranti senza documenti, pagando con risorse pubbliche, tensioni sociali e rischi per la sicurezza questo flusso incontrollato. Una politica migratoria senza confini definiti non tutela né chi arriva né chi già vive nel Paese.
La proposta di legge in discussione punta a fare ordine, integrando le norme essenziali del Patto europeo, concepito per accelerare le procedure di asilo, rafforzare i controlli ai confini e migliorare i rimpatri, con strumenti più decisi per limitare gli arrivi irregolari. Questo tipo di approccio non è un vezzo ideologico, ma una risposta necessaria alla realtà: le risorse pubbliche sono finite, i centri di accoglienza sono spesso sotto pressione e le comunità locali chiedono più certezze e regole chiare.
L’ipotesi del “blocco navale”, ovvero il controllo più stringente delle acque territoriali e delle rotte di ingresso, riflette una legittima preoccupazione: non si può continuare a subire l’impatto di traverse che troppo spesso diventano tragedie umane e allo stesso tempo alimentano reti di sfruttamento e traffico di esseri umani.
Criticare l’immigrazione irregolare non significa negare solidarietà né rifiutare un sistema d’asilo giusto: significa piuttosto difendere la sovranità nazionale, garantire che chi ha diritto a protezione la ottenga in modo trasparente e legale, e che chi non ne ha non resti invisibile in situazioni di irregolarità. Un sistema di immigrazione stabile e sostenibile non può fondarsi su ingressi incontrollati.
Il nuovo ddl rappresenta un’opportunità per ristabilire ordine e responsabilità. È giunto il momento di affrontare la questione migratoria con pragmatismo e fermezza, proteggendo al tempo stesso la dignità di chi veramente fugge da persecuzioni o guerre, ma senza alimentare un flusso illegale che pesa sulle nostre città e sulle nostre comunità.
Klevis Gjoka
