La sinistra vince in Portogallo: Seguro eletto Presidente

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UCapital Media

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In un voto che ha catalizzato l’attenzione dell’Europa, António José Seguro è stato eletto presidente della Repubblica portoghese con una maggioranza netta di consensi, superando il 66% dei voti espressi al secondo turno contro il candidato di Chega, André Ventura. Il risultato, che segna un ritorno dei socialisti alla guida simbolica dello Stato dopo anni di presidenza conservatrice, è stato salutato da molte cancellerie europee come un segnale di stabilità e continuità nel sostegno alle istituzioni democratiche.


Seguro, veterano della sinistra moderata, ha ottenuto il favore trasversale di partiti e leader politici preoccupati dall’ascesa dei populismi. Il peso di questo sostegno ha contribuito alla sua vittoria, rafforzando l’idea che il sistema politico portoghese, come quello di molte democrazie europee, preferisca figure consensuali piuttosto che forze politiche percepite come troppo radicali.


Tuttavia, al di là della celebrazione del trionfo socialista, è importante leggere con attenzione i segnali provenienti dall’altra metà dell’elettorato. Il partito di André Ventura, Chega, ha più che raddoppiato il proprio consenso rispetto alle precedenti tornate elettorali, confermandosi come la seconda forza parlamentare del Paese e ottenendo oltre il 33% dei voti al ballottaggio. Questo risultato non è un dettaglio marginale: evidenzia un malcontento diffuso tra segmenti della popolazione che sentono di non essere adeguatamente rappresentati dalle élite politiche tradizionali e che guardano con interesse alle proposte di riforma radicale della classe dirigente.

Mentre la stampa internazionale si affretta a presentare la vittoria di Seguro come una netta bocciatura delle idee di Chega, la realtà è più sfumata. La crescita di Ventura e del suo movimento, pur fermandosi al secondo posto, riflette tensioni sociali profonde: molti cittadini portoghesi condividono la critica alla gestione delle sfide economiche e migratorie, percependo nei partiti tradizionali risposte insufficienti. Ignorare questo sentimento rischia di perpetuare il distacco tra istituzioni e cittadini.


La carica di presidente in Portogallo, pur essendo in gran parte cerimoniale, conserva prerogative non irrilevanti, come la possibilità di sciogliere il parlamento o veto su specifiche leggi. In questo contesto, la leadership di Seguro potrebbe favorire un dialogo istituzionale più armonico con l’esecutivo, ma la freschezza del consenso raccolto da Chega indica che qualunque forza politica che non presti attenzione alle istanze di riforma rischia di trovarsi in difficoltà alle prossime consultazioni.


In definitiva, il voto portoghese non può essere letto soltanto come un plebiscito contro il populismo. È piuttosto un avvertimento a tutti i partiti tradizionali: l’elettorato chiede risposte concrete alle sue preoccupazioni economiche e sociali. In assenza di risposte credibili, anche forze senza esperienza di governo come Chega possono continuare a consolidare consensi, mettendo in discussione l’egemonia delle politiche già sperimentate.


Klevis Gjoka