Albanese alla Camera: la maggioranza insorge
UCapital Media
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Oggi alla Camera dei Deputati si tiene un’iniziativa che suscita legittime preoccupazioni per il ruolo istituzionale che vi è stato assegnato. La relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, è invitata a presentare un rapporto sul conflitto di Gaza, definito nel titolo “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”, suscitando rabbiose proteste da parte della maggioranza parlamentare e di osservatori preoccupati per l’imparzialità del messaggio veicolato.
La scelta di mettere in vetrina in un luogo istituzionale una figura che ha ripetutamente espresso posizioni gravemente contestate non è un banale pretesto politico, ma colpisce al cuore della credibilità delle istituzioni democratiche. I critici, a partire dai parlamentari di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, hanno giustamente definito la presenza di questa relatrice un “oltraggio al Parlamento”.
Non si tratta solo di una polemica retorica. Le prese di posizione di questa relatrice riguardo a Hamas, talvolta descritta in termini che non tengono conto della natura terroristica del gruppo responsabile degli attacchi del 7 ottobre, e le sue critiche a figure istituzionali italiane e occidentali sollevano dubbi profondi sulla sua imparzialità nel ruolo che le è stato affidato.
Accogliere in una sede parlamentare una narrazione che equipara, se non peggio, chi difende il diritto di Israele all’autodifesa con chi giustifica o minimizza atti di terrorismo non è semplicemente “una questione di equilibrio”: è un errore politico grave. È comprensibile che la maggioranza italiana si interroghi sulla coerenza di chi, da una parte, invoca la libertà di pensiero e dall’altra legittima narrazioni che possono contribuire a distorcere la realtà di un conflitto complesso e sanguinoso.
In un momento in cui l’Europa e il mondo occidentale affrontano la recrudescenza di istanze antisemite e di accuse strumentali contro uno Stato democratico come Israele, le istituzioni italiane devono mostrare fermezza nel respingere ogni tentativo di normalizzare narrazioni che attribuiscono a Israele responsabilità unilaterali senza un’analisi rigorosa e bilanciata dei fatti.
La difesa dello Stato ebraico non è un atto di faziosità, ma un principio fondamentale di solidarietà con una democrazia impegnata da anni a combattere il terrorismo e l’odio. Le istituzioni italiane, a cominciare dal Parlamento, hanno il dovere di difendere la verità storica e di non cedere alla semplificazione propagandistica. Solo così si può preservare l’autorevolezza delle nostre istituzioni e il rispetto per i valori di libertà e giustizia che dovrebbero guidare ogni democrazia moderna.
Klevis Gjoka
