Sempre più vittime del regime in Iran: crisi umanitaria in corso

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UCapital Media

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Le nuove immagini che circolano dall’Iran mostrano con cruda chiarezza ciò che il regime tenta di nascondere: ospedali stracolmi di cadaveri, cecchini appostati sui tetti e una repressione brutale che colpisce civili e manifestanti senza alcuna pietà. Secondo stime indipendenti l’ondata di protesta, iniziata alla fine di dicembre, si è trasformata in uno dei massacri più sanguinosi della storia recente del paese, mentre le autorità cercano di soffocare ogni voce libera e oscurare la verità.


Le immagini raccolte nei giorni tra l’8 e il 9 gennaio, notti considerate tra le più letali, mostrano decine di corpi all’obitorio del Tehranpars e sacchi mortuari ammassati davanti agli ingressi degli ospedali, segno della portata della repressione. In molte città, le forze di sicurezza hanno schierato mitragliatrici sui tetti, sparando deliberatamente contro chiunque protestasse per chiedere diritti e libertà.


Organizzazioni di difesa dei diritti umani negli Stati Uniti stimano che migliaia di persone siano già morte nella repressione: migliaia di manifestanti, tra cui minori, così come persone non coinvolte nelle proteste, sono stati uccisi dalle forze statali, mentre si continua il lavoro per documentare ulteriori vittime. Le autorità hanno anche arrestato decine di migliaia di cittadini, spesso con processi sommari o nessuna accusa formale.


Questa repressione violenta non è un’eccezione recente: le forze di sicurezza iraniane, incluse le milizie dei Guardiani della Rivoluzione, hanno una lunga storia di utilizzo illegale della forza contro chi osa dissentire. Nel corso di questa crisi, tattiche come la chiusura quasi totale di internet e l’oscuramento dei social media hanno reso ancora più difficile per il mondo vedere ciò che accade realmente sulle strade e negli ospedali.


Il regime di Teheran continua a presentare una narrazione auto‑assolutoria, ignorando o minimizzando la tragedia in corso, ma i video di corpi ammassati e testimonianze di sopravvissuti rivelano una verità drammatica: un governo autoritario che reprime con violenza una popolazione che reclama libertà e diritti.


Klevis Gjoka