Xi purga l'esercito
UCapital Media
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Il presidente cinese Xi Jinping ha portato la sua dura campagna contro la “corruzione” direttamente all’interno delle cerchie più intime del potere, colpendo uno dei generali più vicini a lui come se si trattasse di un nemico politico interno.
Questa mossa, presentata dalle autorità come un atto di “giustizia interna”, in realtà evidenzia un regime sempre più paranoico e autocratico, che usa l’etichetta della lotta alla corruzione per eliminare qualsiasi figura con potere o influenza indipendente.
Il generale Zhang Youxia, a lungo considerato un alleato fidato di Xi e protagonista chiave nell’apparato militare cinese, è stato messo sotto inchiesta con l’accusa di “violazioni disciplinari e legali”. Il fatto che neanche lui, fino a ieri intoccabile e scelto dallo stesso Xi per restare nella leadership militare oltre l’età normale di pensionamento, sia salvo dimostra quanto Xi sia disposto a distruggere alleanze storiche pur di concentrare ancora più potere nelle sue mani.
Esperti internazionali definiscono questa operazione una chiara strategia per eliminare qualsiasi possibile contropotere o voce dissonante all’interno della macchina statale cinese, ben oltre l’obiettivo dichiarato di combattere la corruzione.
La rimozione di Zhang e di un altro alto ufficiale militare ha lasciato la Commissione Militare Centrale quasi vuota, con il rischio concreto di paralizzare i processi decisionali all’interno dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA).
Critici sottolineano che la retorica ufficiale della Repubblica Popolare sulla lotta alla corruzione è spesso usata come pretesto per giustificare purghe di potere e consolidamento autoritario, piuttosto che una vera riforma istituzionale.
L’effetto più preoccupante di questa purga non è tanto la lotta ai singoli casi di malaffare, quanto l’accentramento totale del controllo nelle mani di Xi, un processo che si riflette non solo nel partito, ma anche nell’esercito e negli apparati statali, rendendo più opaca e gerarchica la struttura decisionale cinese.
Klevis Gjoka
