Polemiche su ICE a Milano per le Olimpiadi
UCapital Media
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In vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, è emersa l’ipotesi di un possibile coinvolgimento di agenti dell’agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement (ICE), in particolare attraverso il ramo Homeland Security Investigations, a supporto della sicurezza delle delegazioni americane presenti ai Giochi.
Un portavoce dell’ICE ha chiarito che l’eventuale partecipazione rientrerebbe nel quadro delle attività di assistenza al servizio di sicurezza diplomatica degli Stati Uniti, una prassi già adottata in occasione di grandi eventi internazionali. Il contributo sarebbe limitato alla tutela del personale e degli atleti statunitensi, senza competenze dirette in materia di ordine pubblico.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha precisato che non vi è alcuna deroga alla sovranità nazionale: il coordinamento della sicurezza resterebbe interamente affidato alle autorità italiane, mentre gli agenti stranieri potrebbero operare esclusivamente in funzioni di supporto e accompagnamento, secondo quanto previsto dalle norme internazionali.
L’eventuale presenza di personale ICE si inserirebbe quindi in un contesto di cooperazione tra paesi alleati, volto a garantire lo svolgimento ordinato e sicuro di un evento di portata globale, pur nel rispetto delle competenze e delle responsabilità delle istituzioni italiane.
Resta aperto il dibattito politico e pubblico sull’opportunità e sui limiti di questo tipo di collaborazioni, soprattutto alla luce del ruolo controverso che l’ICE ricopre negli Stati Uniti. Un confronto che, secondo il Viminale, dovrà comunque partire da un dato fermo: la sicurezza dei Giochi sarà gestita e controllata dall’Italia.
Klevis Gjoka
