Nodo nomina CONSOB: scontro tra Lega e FI
UCapital Media
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La nomina del nuovo presidente della CONSOB è stata al centro delle tensioni emerse oggi nel Consiglio dei ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi per una seduta lampo durata circa venti minuti.
Sul tavolo c’era l’avvio della procedura per la designazione del successore di Paolo Savona, la cui presidenza della Commissione nazionale per le società e la Borsa scadrà l’8 marzo prossimo. Secondo le indiscrezioni di stampa, il principale candidato per la presidenza era il sottosegretario all’Economia Federico Freni, deputato della Lega, considerato vicino all’area politica di governo e apprezzato da parte della maggioranza.
Tuttavia, il confronto interno alla coalizione di governo ha portato a un congelamento della decisione: la nomina, inizialmente attesa all’ordine del giorno, è stata rinviata di almeno una settimana. La scelta del presidente della CONSOB, prevista come uno dei principali nodi politici da sciogliere, non è stata approvata nel corso del Cdm.
Il rinvio è il frutto di contrasti tra alleati: Forza Italia ha espresso riserve sulla candidatura di un esponente politico per guidare l’autorità di vigilanza, preferendo la designazione di un tecnico “autorevole e riconosciuto dagli operatori” piuttosto che di un parlamentare.
All’interno della maggioranza, alcuni hanno inoltre sottolineato la necessità di approfondire i requisiti di indipendenza richiesti al futuro presidente, elemento ritenuto cruciale per un organismo di controllo dei mercati finanziari.
Il nodo della CONSOB emerge così come uno dei temi politici più delicati dell’attuale fase di governo, evidenziando divergenze non solo sulle persone da nominare, ma anche sulla direzione politica dell’organo di vigilanza finanziaria. La decisione di rinviare la scelta indica che il confronto nella maggioranza non è ancora definitivamente risolto e che il profilo del prossimo presidente resterà al centro dei negoziati nelle prossime settimane.
Klevis Gjoka
