Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri: l’Italia non fa eccezione, ma i governi non intervengono

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UCapital Media

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I dodici uomini più ricchi del pianeta possiedono più ricchezza della metà dell’umanità, un dato che fotografa una disuguaglianza sempre più estrema. I super-ricchi continuano ad accumulare patrimoni, mentre ampie fasce della popolazione vedono peggiorare le proprie condizioni di vita, in un contesto in cui i governi scelgono di non intervenire. L’Italia non fa eccezione: anche sotto il governo di Giorgia Meloni il divario tra ricchi e poveri continua ad ampliarsi. Nel 2025 la ricchezza complessiva dei miliardari a livello globale ha raggiunto 18.300 miliardi di dollari, registrando una crescita reale del 16%, a conferma di un sistema economico che concentra sempre più risorse nelle mani di pochi.


In occasione del World Economic Forum a Davos, Oxfam ha pubblicato un report che mette in luce quanto la ricchezza non sia equamente distribuita: una persona appartenente all’1% più ricco del pianeta possiede una ricchezza 8.251 volte superiore a quella di una persona appartenente alla metà più povera della popolazione mondiale. In altre parole, la metà più povera dell’umanità detiene appena lo 0,52% della ricchezza globale, mentre l’1% più ricco ne possiede il 43,8%.


Per quanto riguarda le disuguaglianze di genere, il problema è anche qui evidente: le donne possiedono solo il 13% della ricchezza complessiva dei miliardari. Un divario in costante crescita che rallenta i progressi verso la parità dei sessi.


Politicamente, questa disparità è alquanto compromettente. Difatti, la concentrazione della ricchezza si traduce in un potere politico sempre più sproporzionato: oggi un miliardario ha molte più possibilità di accedere a ruoli decisionali rispetto a un cittadino comune. Questo squilibrio alimenta l’erosione delle istituzioni democratiche, favorendo processi di autocratizzazione e indebolendo la rappresentanza collettiva.


In un contesto in cui il denaro determina sempre più l’agenda politica, la democrazia rischia di trasformarsi in un sistema in cui le scelte pubbliche rispondono soprattutto agli interessi delle élite, mentre le esigenze della maggioranza restano marginalizzate.Per quanto riguarda la situazione nazionale, anche l’Italia non è da meno. Il 5% delle famiglie più ricche detiene circa la metà della ricchezza nazionale, mentre negli ultimi 15 anni questo gruppo ha beneficiato del 91% dell’aumento complessivo della ricchezza, lasciando alla metà più povera della popolazione appena il 2,7%. Inoltre, oltre 2,2 milioni di famiglie italiane, pari a circa 5,7 milioni di persone, vivono in povertà assoluta, confermando che anche sotto il governo di Giorgia Meloni la distanza tra ricchi e poveri continua ad ampliarsi.


Benedetta Zimone