Continuano le proteste in Iran: regime incolpa USA e Israele

User Avatar

UCapital Media

Share:

Teheran: Nuove e massicce proteste si sono diffuse in tutto l’Iran, con migliaia di persone che hanno sfidato il regime per chiedere maggiore libertà, opportunità economiche e diritti civili. Le autorità iraniane hanno accusato gli Stati Uniti e Israele di aver fomentato violenze durante le manifestazioni e di aver inviato “agenti terroristici” sul terreno, una narrazione duramente respinta da Washington come tentativo di delegittimare la voce dei manifestanti e distogliere l’attenzione dalle reali istanze popolari.


Secondo i media statali di Teheran, alcuni veicoli e strutture sarebbero stati dati alle fiamme durante gli scontri notturni. Il governo ha anche imposto un blackout di internet e delle comunicazioni telefoniche, rendendo difficile verificare in tempo reale la situazione nelle città interessate dalle proteste.


Tuttavia, osservatori internazionali sottolineano che la mobilitazione è guidata da richieste genuine di cambiamento: molti iraniani manifestano contro l’economia stagnante, l’inflazione galoppante e le restrizioni alle libertà fondamentali. La protesta, iniziata con appelli a un miglioramento delle condizioni di vita, ha assunto rapidamente un carattere più ampio, con canti per la democrazia e simboli di opposizione al regime.


Gli Stati Uniti hanno chiaramente espresso sostegno ai diritti umani e alla libertà di manifestare pacificamente. Washington ha condannato l’uso eccessivo della forza da parte delle autorità iraniane e ha ricordato all’Iran che la protezione dei diritti civili è un principio fondamentale delle relazioni internazionali. Leader statunitensi hanno anche avvertito che ulteriori repressioni violente potrebbero avere conseguenze diplomatiche per Teheran, evidenziando il ruolo degli USA nel promuovere valori democratici a livello globale.


Nonostante le accuse di interferenza, è chiaro che la spinta verso riforme nasce soprattutto dalle pressioni interne: decenni di insoddisfazione hanno infatti portato migliaia di iraniani di tutte le età a chiedere un futuro più giusto e aperto. Le dichiarazioni statali contro gli USA e Israele sono viste da molti analisti come una strategia del regime per distrarre dal malcontento diffuso e mantenere il controllo politico interno.


In un momento di crescente tensione, la comunità internazionale osserva con attenzione: mentre il popolo iraniano lotta per i suoi diritti, gli Stati Uniti ribadiscono il loro impegno nel sostenere democraticamente aspirazioni e libertà fondamentali, sottolineando l’importanza della non violenza e del dialogo politico.


Klevis Gjoka