Borse asiatiche, chiusura negativa. Cina e Corea sotto pressione


Shanghai e Kospi in calo, Hong Kong limita le perdite

La settimana parte con una seduta debole per gran parte delle Borse asiatiche. Il Kospi sudcoreano perde circa il 2,3%, mentre lo Shanghai Composite arretra dell'1,7%. In calo anche il CSI 300, che lascia sul terreno oltre il 2%. Hong Kong mostra invece una maggiore tenuta, con l'Hang Seng in rialzo dello 0,7%. Il Nikkei 225 di Tokyo chiude sostanzialmente invariato, in lieve calo dello 0,1%, mentre l'ASX 200 australiano sale dello 0,3%.


A pesare sul comparto azionario asiatico è soprattutto la nuova accelerazione del petrolio. L'incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e il rischio di una nuova fase di tensione sullo Stretto di Hormuz hanno spinto gli investitori verso un atteggiamento più prudente. Il movimento ha inoltre riacceso i timori sull'inflazione e sulle prospettive dei tassi di interesse.


Tecnologia e semiconduttori sotto pressione

Il comparto tecnologico è tra i principali punti deboli della seduta. A Seoul, i produttori di semiconduttori hanno registrato forti ribassi, con Samsung Electronics e SK Hynix particolarmente penalizzate. Secondo i dati di mercato riportati da Reuters, il Kospi è arrivato a perdere oltre il 2%, mentre il CSI 300 ha ceduto più del 2%.


Gli investitori guardano inoltre all'andamento dei Treasury statunitensi, i cui rendimenti restano elevati, e alla possibilità che le banche centrali mantengano una politica monetaria restrittiva più a lungo. Sullo sfondo resta anche il rapporto commerciale tra Stati Uniti e Cina: Pechino ha confermato che l'estensione della tregua commerciale con Washington offre spazio per proseguire i negoziati.


Andrea Pelucchi