Nikkei in rialzo, Hong Kong sotto pressione
Le Borse asiatiche chiudono la settimana con un andamento contrastato. Il Nikkei 225 sale di circa l'1%, sostenuto dai titoli tecnologici e dal recupero dei semiconduttori, mentre il TOPIX guadagna circa l'1,2%. Tokyo beneficia anche della debolezza dello yen, che sostiene le prospettive degli esportatori. Più debole invece l'Australia, con l'S&P/ASX 200 in calo di circa lo 0,6%.
A Hong Kong l'Hang Seng perde circa l'1%, mentre i mercati cinesi, sudcoreani e taiwanesi restano chiusi per festività. La seduta risente della debolezza registrata nella precedente sessione cinese, quando lo Shanghai Composite ha perso l'1,2% e il CSI 300 l'1,7%, segnando la peggior performance giornaliera nell'ultimo mese. Gli investitori restano prudenti nonostante l'estensione della tregua commerciale tra Washington e Pechino.
Rendimenti obbligazionari e petrolio condizionano i mercati
A frenare il sentiment regionale è soprattutto il mercato obbligazionario. Il rialzo dei rendimenti dei Treasury americani a lunga scadenza ha alimentato le preoccupazioni sui costi di finanziamento globali e sulle valutazioni dei mercati azionari. Le aspettative di una politica monetaria statunitense più restrittiva hanno inoltre sostenuto il dollaro, mentre gli investitori continuano a monitorare le prossime mosse della Federal Reserve.
Il petrolio resta un altro elemento centrale. Dopo aver raggiunto nuovi massimi settimanali, il Brent corregge intorno ai 105 dollari al barile e il WTI scende sotto i 94 dollari. La flessione arriva mentre aumentano le speranze di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, ma il quadro geopolitico rimane fragile. La combinazione tra energia, bond e rapporti commerciali continua così a guidare il sentiment sui mercati asiatici.
Andrea Pelucchi