STOXX 600 in calo, FTSE MIB tra i peggiori
Le Borse europee chiudono la seduta di giovedì 24 settembre in ribasso. Lo STOXX 600 perde circa lo 0,6%, mentre il DAX tedesco arretra dello 0,6% e il CAC 40 francese dello 0,5%. Più pesante il FTSE MIB di Milano, che lascia sul terreno lo 0,9%. Il quadro riflette il ritorno dell'avversione al rischio, con gli investitori concentrati sull'evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle conseguenze dell'aumento dei prezzi dell'energia.
Anche Londra termina in territorio negativo, con il FTSE 100 in calo dello 0,2%. A livello settoriale, l'energia rappresenta una delle poche aree positive, sostenuta dall'accelerazione del greggio. Più deboli invece i comparti maggiormente sensibili all'aumento dei costi di finanziamento. Tra i singoli titoli, Asos sale dopo aver migliorato le indicazioni sull'EBITDA, mentre H&M arretra nonostante risultati trimestrali superiori alle attese.
Brent verso 108 dollari, rendimenti ai massimi
Il principale fattore di pressione arriva dal mercato energetico. Il Brent sale di oltre il 4% e si porta intorno ai 108 dollari al barile, mentre il WTI supera i 96 dollari. Il nuovo rally del greggio riflette il deterioramento delle aspettative su una rapida soluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e alimenta nuovamente i timori sulle pressioni inflazionistiche.
A complicare il quadro è il mercato obbligazionario. Il rendimento del Treasury americano a 10 anni raggiunge il 5,16%, mentre gli investitori aumentano le aspettative di un possibile rialzo dei tassi Fed già a ottobre. Secondo le quotazioni di mercato riportate da Reuters, la probabilità di un nuovo intervento della Federal Reserve è salita intorno al 70%. Sullo sfondo resta inoltre l'atteso incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, con i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina nuovamente sotto osservazione.
Andrea Pelucchi