Commodities oggi, petrolio sopra 100 dollari e oro stabile

Il mercato delle materie prime resta dominato dal petrolio, mentre oro e metalli preziosi risentono delle prospettive di una politica monetaria più restrittiva negli Stati Uniti.


Petrolio, Brent sopra 100 dollari nonostante il calo

Il mercato delle commodities resta fortemente condizionato dal petrolio. Giovedì 24 settembre il Brent scende di circa lo 0,9% a 102,13 dollari al barile, mentre il WTI perde circa lo 0,7% a 91,56 dollari. Il movimento arriva dopo il balzo di circa il 4% registrato nella seduta precedente e riflette i nuovi segnali di apertura diplomatica arrivati dall'Iran.


Nonostante il ribasso, il greggio rimane ampiamente sopra i livelli precedenti all'escalation in Medio Oriente. Gli operatori continuano infatti a monitorare le condizioni dell'offerta e soprattutto le prospettive legate alla situazione nello Stretto di Hormuz. La ripresa delle operazioni dell'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita contribuisce invece ad attenuare parte delle preoccupazioni sulle forniture regionali.


Oro stabile, metalli preziosi sotto pressione

Sul fronte dei metalli preziosi, l'oro spot si mantiene sostanzialmente stabile intorno a 4.290 dollari l'oncia. Il metallo giallo beneficia della domanda legata all'incertezza geopolitica, ma viene frenato dall'aumento dei rendimenti obbligazionari e dalle aspettative di una nuova stretta della Federal Reserve. I Treasury più redditizi rendono infatti meno conveniente detenere attività che non distribuiscono interessi.


Più debole l'argento, mentre il rame si mantiene poco mosso. Il quadro dei metalli industriali riflette il contrasto tra le prospettive della domanda globale e i timori legati a una politica monetaria più restrittiva. Nelle prossime ore l'attenzione dei mercati delle commodities resterà quindi concentrata sull'evoluzione del petrolio, sui rendimenti americani e sui nuovi sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.


Andrea Pelucchi