STOXX 600 in calo, Europa guarda a Washington e Pechino
Le Borse europee avviano la seduta di giovedì 24 settembre in ribasso, dopo la chiusura negativa della vigilia. Lo STOXX 600 cede circa lo 0,4% a 637,56 punti, con la maggior parte dei principali listini continentali in territorio negativo. Gli investitori mantengono un atteggiamento prudente mentre valutano l'impatto dei rendimenti obbligazionari più elevati e l'evoluzione delle tensioni in Medio Oriente.
A livello settoriale, il comparto energetico rappresenta una delle poche aree positive, con un progresso dello 0,3%, sostenuto dalla permanenza del Brent sopra la soglia dei 100 dollari. Più deboli invece i titoli aerospaziali e della difesa, penalizzati dalle vendite su Saab e Hensoldt. Tra i singoli titoli, Shelly Group sale dopo l'annuncio di Schneider Electric relativo a una possibile offerta da 1,2 miliardi di euro, mentre H&M arretra nonostante risultati operativi superiori alle attese.
Petrolio sopra 100 dollari, riflettori sul vertice Trump-Xi
Sul mercato energetico il Brent si mantiene sopra i 100 dollari al barile, mentre il WTI resta intorno ai 91 dollari. Il greggio ha comunque ridotto i guadagni dopo il rally della vigilia, con gli investitori che seguono i segnali provenienti dai negoziati tra Stati Uniti e Iran. La possibilità di una soluzione diplomatica continua a essere valutata dal mercato, ma l'incertezza sull'offerta mediorientale mantiene elevata la volatilità.
Parallelamente, i rendimenti obbligazionari restano sotto osservazione. Il Treasury decennale americano si mantiene sopra il 5%, mentre gli investitori attendono nuovi segnali dalla Federal Reserve e dai dati macroeconomici. Grande attenzione anche al vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, dal quale i mercati attendono indicazioni sui rapporti commerciali e tecnologici tra Stati Uniti e Cina.
Andrea Pelucchi