STOXX 600 in calo, Europa riduce i guadagni
Le Borse europee chiudono la seduta di mercoledì 23 settembre in ribasso, dopo aver iniziato la giornata con un tono positivo. Lo STOXX 600 cede circa lo 0,4%, invertendo i guadagni della mattinata. La maggior parte dei principali listini continentali termina la seduta in territorio negativo, mentre gli investitori tornano a concentrarsi sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e sulle conseguenze dei prezzi dell'energia.
A livello settoriale, l'energia rappresenta una delle poche aree positive, con un rialzo dell'1,3%, sostenuta dalla nuova accelerazione del greggio. Più deboli invece banche, assicurazioni e costruzioni, mentre tra i singoli titoli Arcadis perde il 2,9% dopo il ritiro dell'offerta di acquisizione da parte di WSP Global. KWS arretra del 9% dopo risultati annuali inferiori alle attese, mentre Adyen perde il 4,7% dopo la nomina del nuovo CFO.
Petrolio sopra 100 dollari, rendimenti in aumento
Il principale elemento di pressione arriva dal mercato energetico. Dopo cinque sedute consecutive di ribassi, il Brent torna a salire di oltre l'1% e supera nuovamente la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Il movimento riflette il rallentamento delle aspettative su una rapida soluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e riaccende i timori legati all'inflazione energetica.
Il ritorno del petrolio sopra i 100 dollari si accompagna a un nuovo aumento dei rendimenti obbligazionari. Il rendimento del Bund decennale tedesco si porta al 3,55%, mentre il Treasury americano a 10 anni sale al 5,085%, sui massimi dal 2007. Sul fronte macroeconomico, il PMI composito dell'Eurozona è salito a 53,1 a settembre, indicando un'accelerazione dell'attività economica ai massimi da oltre tre anni. Gli investitori guardano ora anche al prossimo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, con i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina nuovamente sotto osservazione.
Andrea Pelucchi