Le borse europee chiudono in calo. Auto e telecomunicazioni frenano i listini

I mercati europei archiviano la seduta di venerdì in forte ribasso dopo il rally delle ultime due giornate. STOXX 600 in calo dell'1,1%, mentre Milano perde l'1,69%.


STOXX 600 in forte calo, Milano perde l'1,69%

Le Borse europee chiudono la seduta di venerdì 18 settembre in forte territorio negativo, azzerando gran parte dei guadagni accumulati nelle due precedenti sessioni. Lo STOXX 600 perde l'1,1% a 635,45 punti e termina la settimana con un calo dello 0,6%. Tra i principali listini, il DAX tedesco arretra dell'1,6% e il FTSE 100 londinese dell'1,5%, mentre il FTSE MIB di Milano lascia sul terreno l'1,69%, chiudendo a 51.501,66 punti.


A pesare maggiormente sono stati i comparti automobilistico e delle telecomunicazioni. Il settore auto europeo perde il 3,4%, con Volkswagen in calo del 5,6% dopo il taglio delle prospettive e l'impatto previsto di circa 10 miliardi di euro di oneri una tantum. Le telecomunicazioni cedono invece il 3,3%, con Airtel Africa tra i titoli maggiormente penalizzati. In calo anche il comparto alimentare, mentre tecnologia e altri settori che avevano sostenuto il recupero delle sedute precedenti non sono riusciti a compensare le vendite.


Petrolio e politica monetaria restano al centro

La seduta si è svolta in un contesto ancora caratterizzato dalle incertezze sui prezzi dell'energia e sulla politica monetaria. Il petrolio ha recuperato parte delle perdite iniziali, mentre il Brent è rimasto sopra quota 100 dollari al barile. Il calo del greggio nelle precedenti sedute aveva contribuito a migliorare il sentiment, ma le tensioni sull'offerta e il conflitto in Medio Oriente continuano a rappresentare un elemento di rischio per l'inflazione.


Sul fronte delle banche centrali, gli investitori hanno continuato ad assimilare il rialzo dei tassi deciso dalla Federal Reserve e la successiva decisione della Bank of England di mantenere invariato il costo del denaro, segnalando però il rischio di nuove pressioni inflazionistiche legate all'energia. La settimana si chiude quindi con un quadro più prudente per le Borse europee, dopo una fase caratterizzata da forti oscillazioni tra petrolio, rendimenti obbligazionari e aspettative sui tassi.


Andrea Pelucchi