Altro che Paese-Cenerentola d'Europa: la rivincita finanziaria della Grecia è già cominciata. Atene sta emergendo infatti come un’inattesa concorrente nella corsa all’attrazione dei fondi d’investimento europei. Secondo Bloomberg, la Grecia sta sfruttando un regime fiscale favorevole, un'economia in ripresa e la qualità della vita mediterranea per conquistare i finanzieri degli hedge funds in cerca di alternative a Londra e ai centri finanziari tradizionali.
I casi non mancano. Millennium Management ha aperto una sede ad Atene, mentre il gestore di hedge fund miliardario Chris Rokos si trasferirà in Grecia dopo aver deciso di lasciare la Gran Bretagna. Le autorità greche scommettono che l'arrivo di colossi di questo calibro faciliterà l'attrazione di fondi più piccoli e professionisti della finanza. Si tratta di un cambio di rotta eccezionale per un Paese che nell'ultimo decennio è stato sinonimo di crisi del debito sovrano e instabilità economica. Da allora, la Grecia ha risanato i conti pubblici, riconquistato il rating investment-grade e registrato una crescita economica superiore alla media europea. Oggi il governo greco si indebita a tassi inferiore rispetto a diverse economie di dimensioni ben maggiori. Mentre la Grecia paga un'interesse del 4,28% sui Titoli di Stato decennali (con uno spread di 74,9 punti base sui Bund tedeschi), l'Italia ha i BTP decennali con un rendimento del 4,40% e uno spread di 87,4 punti base sui Bund. Una svolta decisiva per attrarre i grandi gestori della finanza europea.
“La Grecia è fiscalmente solida, produce costantemente avanzi di bilancio e, di conseguenza, garantisce prevedibilità fiscale e stabilità macroeconomica”, ha spiegato Vasilis Karatzas, consigliere del Ministro delle Finanze Kyriakos Pierrakakis.
Bloomberg evidenzia come non manchino le motivazioni economiche per effettuare il trasferimento. La Grecia continua a offrire ai ricchi che si trasferiscono nel Paese una flat tax di 100.000 euro all'anno sui redditi prodotti all'estero, una misura rimasta invariata dal 2019 (a differenza dell'Italia, che ha progressivamente aumentato il costo del suo programma concorrente). Inoltre, la Grecia ha reso l'offerta ancora più allettante per il settore degli investimenti, consentendo ai fund manager idonei che diventano residenti fiscali greci di pagare solo il 5% di tasse su bonus e carried interest.
Il governo chiarisce di non voler semplicemente trasformare il Paese in un parcheggio per patrimoni esteri. L'ambizione è spingere le società di investimento ad operare concretamente da Atene, creando posti di lavoro ben retribuiti, incoraggiando il rientro dei talenti greci all'estero e gettando le basi per un'industria finanziaria locale.
Il momento storico gioca a favore di Atene. L'aumento delle tasse ha reso il Regno Unito meno appetibile per diversi ricchi finanzieri, mentre l'instabilità geopolitica sta spingendo a valutare con cautela le piazze finanziarie del Medio Oriente. La capitale greca si trova così a competere per un bacino di professionisti che in passato avrebbero scelto senza esitare Londra, Milano, Dubai o Abu Dhabi.
Restano comunque diversi ostacoli pratici. Atene necessita di un maggior numero di alloggi di lusso, scuole private di alto livello e infrastrutture adeguate per accogliere i professionisti della finanza internazionale e le loro famiglie. Inoltre, l'arrivo di due grandi nomi non basta certo a trasformare la città nella nuova Mayfair.
Tuttavia, casi come Millennium e Rokos offrono all'esperimento greco qualcosa di ancora più prezioso dei benefici fiscali: la credibilità. Una volta dimostrato che Atene è una piazza operativa concreta e funzionale, la scommessa della Grecia è che convincere la nuova ondata di gestori sarà decisamente più semplice.