STOXX 600 ai minimi da tre mesi
Le Borse europee chiudono la seduta di martedì 15 settembre in territorio negativo, con lo STOXX 600 che perde lo 0,3% a 634,18 punti, ai minimi dallo scorso 12 giugno. In calo anche i principali listini continentali: il DAX tedesco arretra dello 0,92% a 25.207 punti, il CAC 40 francese cede lo 0,84% a 8.049 punti, mentre il FTSE 100 londinese termina in ribasso di circa lo 0,4% a 10.658 punti.
A pesare maggiormente sono stati i titoli finanziari, con il comparto bancario europeo in calo e quello dei servizi finanziari ancora più penalizzato. Sotto pressione anche il lusso, con LVMH in ribasso del 2,6%, mentre L'Oréal ha superato il gruppo francese diventando la società quotata di maggior valore in Francia. In controtendenza il settore energetico, sostenuto dal nuovo rialzo del greggio.
Petrolio, rendimenti e Fed tengono sotto pressione i mercati
Il principale fattore di tensione resta il petrolio, con il Brent arrivato sopra i 109 dollari al barile e il WTI oltre i 106 dollari nel corso della giornata, sui massimi da quasi quattro mesi. Le interruzioni dell'offerta legate agli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite e alle nuove tensioni geopolitiche alimentano il rischio di uno shock energetico più duraturo, con conseguenze sulle aspettative di inflazione.
Sul mercato obbligazionario, i rendimenti restano elevati: il Treasury decennale statunitense ha superato il 5%, mentre i rendimenti dei principali titoli di Stato dell'Eurozona hanno raggiunto livelli che non si vedevano da 17 anni. Gli investitori guardano ora alla Federal Reserve, che mercoledì dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi di 25 punti base, già scontato con una probabilità superiore al 90%. La vera incognita sarà però il messaggio della banca centrale sui prossimi mesi, soprattutto in uno scenario caratterizzato da petrolio elevato e nuove pressioni inflazionistiche.
Andrea Pelucchi