Borse asiatiche, chiusura negativa. L'AI pesa sui listini

I mercati asiatici archiviano una seduta debole dopo il sell-off dei titoli tecnologici a Wall Street. Nikkei quasi invariato, mentre Seoul, Hong Kong e Shanghai chiudono in rosso.


Tokyo resiste, Seoul e Hong Kong arretrano

Le Borse asiatiche chiudono la seduta di martedì 15 settembre prevalentemente in ribasso, dopo la debolezza registrata a Wall Street. Il Nikkei 225 di Tokyo termina quasi invariato a 63.484,10 punti, con una flessione inferiore allo 0,1%. Più pesante il bilancio degli altri principali listini: il Kospi sudcoreano perde circa lo 0,9% a 6.627,26 punti, l'Hang Seng di Hong Kong cede l'1% a 24.667,24 punti e lo Shanghai Composite arretra dello 0,5% a 3.864,28 punti.


A guidare le vendite sono ancora una volta i titoli tecnologici e i semiconduttori, dopo il calo registrato dal Nasdaq nella seduta precedente. Gli investitori stanno rivalutando le prospettive degli enormi investimenti nell'intelligenza artificiale, mentre le richieste di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati hanno riacceso i dubbi sulle valutazioni del comparto.


Petrolio e rendimenti aumentano la pressione

Sul mercato asiatico pesa inoltre il nuovo rally del petrolio. Il Brent supera i 107 dollari al barile e il WTI si porta oltre i 103 dollari, mentre le tensioni in Medio Oriente continuano a minacciare i flussi globali di greggio. L'attacco alle infrastrutture energetiche saudite aumenta il rischio di una riduzione dell'offerta e mantiene elevata l'incertezza sui mercati.


Il quadro è reso ancora più delicato dall'impennata dei rendimenti americani. Il Treasury decennale ha superato il 5%, mentre gli investitori si preparano alla decisione della Federal Reserve. Il risultato è una combinazione particolarmente penalizzante per i titoli growth e tecnologici, che presentano valutazioni elevate e maggiore sensibilità al costo del denaro.


Andrea Pelucchi