STOXX 600 in calo, banche sotto pressione
Le Borse europee aprono la seduta di martedì 15 settembre in territorio negativo, proseguendo la fase di debolezza iniziata alla vigilia. Lo STOXX 600 perde circa lo 0,4% a 633,3 punti, mentre la maggior parte dei principali listini continentali si muove in rosso. A pesare maggiormente sono i titoli bancari, in calo dell'1,3%, mentre il comparto tecnologico continua a risentire della recente correzione dei titoli legati all'intelligenza artificiale.
Il sentiment resta fragile anche per l'aumento dei rendimenti obbligazionari. Il Treasury decennale americano ha superato il 5% per la prima volta dall'ottobre 2023, mentre anche il Bund tedesco ha raggiunto livelli che non si vedevano da oltre 17 anni. Il rialzo del costo del denaro mette sotto pressione soprattutto le valutazioni azionarie più elevate e riduce la propensione al rischio degli investitori.
Il petrolio complica il quadro per le banche centrali
Il principale fattore di pressione resta comunque il petrolio. Il Brent si mantiene sopra i 107 dollari al barile, mentre il WTI supera i 102 dollari, sostenuti dalle nuove tensioni in Medio Oriente e dagli attacchi alle infrastrutture energetiche saudite. Il rischio di nuove interruzioni dell'offerta alimenta i timori che lo shock energetico possa tradursi in un'inflazione più persistente.
Gli investitori guardano quindi alla Federal Reserve, che mercoledì dovrebbe intervenire nuovamente sui tassi. Il mercato sconta sempre più un rialzo di 25 punti base, mentre cresce anche l'ipotesi di ulteriori strette nei prossimi mesi. Per le Borse europee, la combinazione tra petrolio elevato, rendimenti in aumento e politica monetaria più restrittiva rappresenta un ostacolo importante alla ripresa dei listini.
Andrea Pelucchi