Nikkei e Kospi sotto pressione
I mercati asiatici archiviano la seduta di lunedì 14 settembre con un andamento contrastato, ma con forti ribassi nei principali listini tecnologici. Il Nikkei 225 di Tokyo perde lo 0,8% a 63.492,99 punti, mentre il Kospi sudcoreano cede il 3,3% a 6.684,37 punti. Taiwan arretra dello 0,7%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong riesce a chiudere in rialzo dello 0,4% a 24.904,46 punti. Lo Shanghai Composite scende invece di meno dello 0,1%.
A guidare le vendite sono soprattutto i titoli legati all'intelligenza artificiale. SoftBank, importante investitore di OpenAI, perde il 10,7%, mentre SK Hynix cede il 6,4% e Samsung Electronics il 4,1%. Gli investitori stanno rivalutando le prospettive del settore dopo gli appelli di alcuni dirigenti dell'industria AI a rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati per ragioni di sicurezza.
Petrolio e Fed aumentano l'incertezza
Sul sentiment pesa anche il nuovo aumento del petrolio. Il Brent sale oltre i 107 dollari al barile, mentre il greggio americano supera i 102 dollari, dopo le nuove tensioni in Medio Oriente e l'attacco a una delle principali infrastrutture petrolifere saudite. Il rischio di nuove interruzioni dell'offerta alimenta le preoccupazioni sull'inflazione globale.
Il mercato guarda quindi alla riunione della Federal Reserve di questa settimana. Le aspettative per un rialzo dei tassi di 25 punti base sono aumentate dopo i recenti dati sull'inflazione americana, mentre il rendimento del Treasury decennale si avvicina al 5%. Per le Borse asiatiche, soprattutto per i titoli tecnologici ad alta valutazione, si tratta di una combinazione particolarmente delicata.
Andrea Pelucchi