Brent e WTI restano sopra i 100 dollari
Il petrolio continua a dominare il mercato delle commodities. Dopo il rally di oltre il 6% registrato giovedì, il Brent si muove intorno ai 105 dollari al barile, mentre il WTI resta sopra quota 100 dollari. Nella seduta precedente il Brent ha chiuso a 107,63 dollari, con un rialzo del 6,34%, mentre il greggio americano ha raggiunto 102,48 dollari, ai massimi da maggio.
La successiva correzione dei prezzi non cancella però il rischio di un nuovo shock energetico. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a rappresentare una minaccia per l'offerta globale. A questo si aggiungono le interruzioni che stanno interessando alcune infrastrutture energetiche dell'area, mantenendo elevato il premio per il rischio sul greggio.
Oro e metalli guardano a inflazione e tassi
Il movimento delle commodities non riguarda però soltanto il petrolio. L'oro continua a beneficiare della domanda legata all'incertezza geopolitica, ma deve fare i conti con rendimenti obbligazionari elevati e con le aspettative sulla politica monetaria americana. Il dato sull'inflazione statunitense atteso oggi potrebbe quindi imprimere una nuova direzione al metallo prezioso.
Anche i metalli industriali rimangono sensibili al quadro macroeconomico. Il mercato deve infatti bilanciare le prospettive di domanda legate a tecnologia, infrastrutture e transizione energetica con il rischio che prezzi energetici più elevati e tassi più alti finiscano per rallentare la crescita globale. In questo scenario, il petrolio resta la variabile capace di condizionare l'intero comparto delle materie prime.
Andrea Pelucchi