Petrolio ancora sotto pressione
Il petrolio resta il protagonista indiscusso dei mercati delle commodities. Il Brent, dopo aver superato quota 100 dollari nella seduta precedente per la prima volta da luglio, si mantiene sopra la soglia psicologica, mentre il West Texas Intermediate viaggia poco sotto i 96 dollari al barile. Nelle prime contrattazioni di giovedì il Brent è sceso dello 0,7% a circa 100,50 dollari, mentre il WTI ha ceduto lo 0,5% a 95,58 dollari.
A sostenere i prezzi sono soprattutto le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran e gli attacchi alle navi commerciali nella regione. L'eventuale ulteriore riduzione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rappresenta un rischio significativo per l'offerta globale, con il mercato che teme una fase prolungata di prezzi energetici elevati.
Oro stabile, rame vicino ai record
Sul fronte dei metalli preziosi, l'oro rimane stabile intorno ai 4.400 dollari l'oncia, in attesa dei nuovi dati sull'inflazione statunitense. Il metallo giallo continua a beneficiare della domanda di protezione contro l'incertezza, ma i rendimenti obbligazionari elevati rappresentano un elemento di pressione perché rendono meno conveniente detenere un asset che non produce interessi.
Il rame continua invece a muoversi su livelli record. Il metallo industriale viene scambiato intorno ai 14.792 dollari per tonnellata, sostenuto dalle tensioni sull'offerta e dalle aspettative sulla domanda legata alla transizione energetica e all'intelligenza artificiale. Il mercato resta tuttavia esposto al rischio di una correzione qualora inflazione e rendimenti obbligazionari dovessero aumentare ulteriormente.
Andrea Pelucchi