Il petrolio torna a scendere venerdì, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente e le prospettive di un possibile allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
I futures sul Brent per la consegna di ottobre cedono lo 0,36% a 89,38 dollari al barile. In calo anche il West Texas Intermediate , che perde lo 0,26% a 83,31 dollari al barile.
Il movimento arriva dopo il rialzo della seduta precedente, sostenuto dalla conferma della Casa Bianca che Washington non è attualmente impegnata in negoziati con Teheran. Gli Stati Uniti hanno ribadito che tutte le opzioni restano sul tavolo.
A pesare sulle quotazioni è soprattutto l'incertezza legata alla possibile evoluzione delle tensioni nell'area e alle prospettive per l'offerta globale di greggio. Particolare attenzione resta rivolta alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi per il trasporto mondiale di petrolio.
Secondo Thadeu Dos Santos, regional director della piattaforma di trading Infinox, i prezzi del greggio continueranno probabilmente a essere influenzati dal ritmo dei negoziati, da eventuali progressi concreti e dall'evoluzione del quadro di sicurezza nello Stretto di Hormuz.
Un percorso più chiaro verso un accordo potrebbe esercitare nuove pressioni al ribasso sul petrolio, grazie a prospettive di maggiore disponibilità di greggio. Al contrario, un'escalation delle tensioni o nuovi incidenti nell'area potrebbero rapidamente riportare i prezzi verso l'alto.