I rendimenti dei Treasury statunitensi tornano a salire, cancellando gran parte del calo della seduta precedente dopo l’annuncio del Tesoro di un rafforzamento dei riacquisti sul debito a lunga scadenza.
Il rendimento del trentennale, principale oggetto dell’intervento, è salito di 5,7 punti base al 5,251%, mentre il decennale è aumentato di 5,1 punti base al 4,704%. Il biennale si è portato al 4,19%.
Il movimento evidenzia le difficoltà dell’intervento del Tesoro in un mercato sotto pressione. Mercoledì l’annuncio di un aumento almeno doppio dei buyback aveva fatto scendere il trentennale di circa 10 punti base, dopo i massimi da 19 anni.
Il recupero di giovedì indica però che l’effetto dell’intervento potrebbe essere limitato, mentre restano i problemi strutturali del mercato del debito americano.
Secondo Maia Crook di JPMorgan Chase, le misure non affrontano le sfide strutturali e potrebbero aumentare il premio per il rischio richiesto dagli investitori.
A pesare sui Treasury sono anche il debito pubblico Usa, che ha superato per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari, e il volume record di emissioni societarie legate agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
I verbali della Fed hanno inoltre indicato che potrebbero essere necessari tassi più elevati se l’inflazione non farà ulteriori progressi verso il target del 2%.
L’inflazione resta comunque sopra il target della Fed, mantenendo alta l’incertezza sulle prossime mosse della banca centrale.
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