Petrolio in rialzo: Brent e WTI salgono sulle tensioni tra Usa e Iran



Il petrolio torna a salire nella seduta di lunedì, sostenuto dal nuovo aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il mercato guarda in particolare al rischio di un’escalation e alle possibili conseguenze sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz.


Il WTI, riferimento per il greggio statunitense, guadagna lo 0,76% a 83,03 dollari al barile. Il Brent sale invece dello 0,92% a 89,33 dollari al barile.


A spingere le quotazioni è la decisione di Teheran di escludere una proroga del memorandum d’intesa raggiunto con Washington il 17 giugno. L’accordo prevedeva l’apertura dello Stretto di Hormuz durante i negoziati tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran, con una scadenza fissata a 60 giorni.


Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia di Stato Tasnim, ha escluso nuovi negoziati per estendere l’intesa, sostenendo che gli Stati Uniti l’avrebbero violata fin dall’inizio.

Il rischio geopolitico aumenta ulteriormente dopo le dichiarazioni di un alto funzionario iraniano riportate da Reuters, secondo cui Teheran potrebbe passare a una strategia offensiva se la diplomazia con Washington dovesse fallire.



L'alta volatlità delle materie energetiche sembrerebbe dunque non scemare, tuttavia, nonostante il rally del Bent, non sembrerebbe ancora che l'oro nero raggiunga nuovamente i 100$ al barile