Oro ai massimi da sette settimane: dollaro debole e Fed sostengono il rally


L'oro prosegue il suo recupero e si mantiene sui massimi delle ultime sette settimane, archiviando la quarta seduta consecutiva in rialzo. A sostenere il metallo prezioso sono stati il rallentamento del mercato del lavoro statunitense, l'indebolimento del dollaro e le crescenti speranze di una riapertura dello Stretto di Hormuz, fattori che hanno rafforzato l'appeal degli asset rifugio.


Nel dettaglio, l'oro spot è salito fino a 4.295 dollari l'oncia, il livello più alto dalla fine di giugno, per poi stabilizzarsi intorno a 4.268 dollari. I futures sull'oro si attestano invece a circa 4.329 dollari l'oncia.

A dare slancio ai prezzi è stato soprattutto il dato sull'occupazione privata negli Stati Uniti. Secondo il report ADP, a luglio le assunzioni nel settore privato hanno rallentato sensibilmente, con la maggior parte dei nuovi posti di lavoro concentrata nel comparto sanitario. Il dato alimenta le aspettative che la Federal Reserve possa rinviare un eventuale rialzo dei tassi nella riunione di settembre, scenario generalmente favorevole all'oro, che non offre rendimenti e tende a beneficiare di un contesto di tassi più bassi.


A sostenere il metallo prezioso contribuisce anche la debolezza del dollaro. L'indice del biglietto verde, che misura la valuta americana contro un paniere di principali divise, oscilla infatti sui minimi delle ultime sei settimane, intorno a quota 99,8. Il mercato continua inoltre a valutare gli effetti dell'intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone a sostegno dello yen, operazione che, secondo indiscrezioni, sarebbe stata finanziata anche attraverso la vendita di Treasury statunitensi.

Sul fronte geopolitico, il sentiment è migliorato grazie ai progressi nei negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz. L'Iran ha dichiarato che un accordo con l'Oman sarebbe ormai vicino, alimentando le speranze di una normalizzazione del traffico marittimo in uno dei passaggi strategici per il commercio energetico mondiale.


Nonostante il recente recupero, l'oro resta comunque oltre il 20% al di sotto del massimo storico di 5.589 dollari l'oncia toccato a fine gennaio. Dopo il rally che aveva caratterizzato il 2025 e l'inizio del 2026, il metallo prezioso ha attraversato mesi di forte correzione, ma il recente miglioramento del quadro macroeconomico e valutario sta riportando gli acquisti sul comparto.