Pzifer vola oltre le attese: ricavi a 15 miliardi di dollari, ma il Covid pesa ancora



Pfizer ha chiuso il secondo trimestre con risultati superiori alle attese degli analisti e ha rivisto al rialzo il limite inferiore della guidance sui ricavi per il 2026, sostenuta dalla crescita delle vendite dei suoi farmaci non legati al Covid.

La casa farmaceutica prevede ora ricavi annuali compresi tra 60,5 e 62,5 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 59,5-62,5 miliardi. L'outlook resta comunque sostanzialmente in linea, o leggermente inferiore, rispetto ai 62,6 miliardi di dollari registrati nel 2025.


Per il secondo trimestre, Pfizer ha riportato un utile per azione rettificato di 77 centesimi, ben al di sopra dei 68 centesimi attesi dagli analisti. I ricavi hanno raggiunto 15,03 miliardi di dollari, superando le previsioni di Wall Street ferme a 14,41 miliardi e segnando un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.


La crescita è stata trainata soprattutto dai farmaci non Covid, che hanno contribuito con circa 1,5 miliardi di dollari di vendite aggiuntive. Tra questi spicca il anticoagulante Eliquis, che ha generato ricavi per 2,43 miliardi di dollari, in aumento del 19% su base annua e ben oltre le aspettative del mercato, che prevedevano 2,08 miliardi. Positive anche le performance del farmaco oncologico Padcev.


Continua invece il rallentamento del business legato al Covid. Pfizer ha ridotto le previsioni di fatturato per il vaccino anti-Covid e per l'antivirale Paxlovid a circa 4 miliardi di dollari per l'intero anno, rispetto ai circa 5 miliardi stimati in precedenza.

Nonostante la solidità operativa, la società ha registrato una perdita netta di 248 milioni di dollari, pari a 4 centesimi per azione, a fronte di un utile netto di 2,91 miliardi di dollari nello stesso trimestre del 2025. Il risultato è stato influenzato da oneri straordinari, tra cui costi di ristrutturazione e spese legate ad attività immateriali.


Pfizer ha inoltre annunciato la seconda fase del proprio piano pluriennale di riduzione dei costi, che punta a generare ulteriori risparmi per circa 1,5 miliardi di dollari entro il 2029 attraverso l'ottimizzazione del portafoglio prodotti, la riorganizzazione della rete produttiva e maggiori efficienze operative.


A questo si aggiunge un ulteriore programma di efficientamento da 1 miliardo di dollari previsto tra il 2027 e il 2029, che si somma ai 5,7 miliardi di risparmi già annunciati e attesi entro la fine dell'anno.


Sul fronte strategico, Pfizer continua a puntare sul rafforzamento della propria pipeline per compensare il calo delle vendite dei prodotti Covid e dei farmaci più maturi. In questa direzione rientra anche la recente acquisizione da 10 miliardi di dollari della biotech specializzata nell'obesità Metsera, mentre gli investitori attendono nei prossimi mesi importanti aggiornamenti sullo sviluppo dei trattamenti sperimentali per la perdita di peso.

Nota per gli investitori: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, sollecitazione all'investimento né raccomandazione di acquisto o vendita di strumenti finanziari. I dati presentati si basano su informazioni disponibili alla data di pubblicazione e possono essere soggetti a revisione. Gli investitori sono invitati a consultare i comunicati ufficiali di Pfizer e a rivolgersi a un consulente finanziario qualificato prima di adottare decisioni di investimento.