Le quotazioni del petrolio aprono la settimana in deciso ribasso dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver sospeso un attacco militare pianificato contro l'Iran, alimentando le speranze di una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Il Brent con consegna a ottobre perde circa il 4,9% e scende a 83,64 dollari al barile, mentre il WTI con scadenza settembre cede quasi il 6%, attestandosi a 79,57 dollari. Il calo riflette la riduzione del premio al rischio geopolitico che nelle ultime settimane aveva sostenuto i prezzi del greggio.
L'annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato da Trump su Truth Social, nel quale il presidente statunitense ha affermato di aver rinviato l'operazione militare dopo una richiesta avanzata da Teheran e da altri Paesi della regione. Secondo Trump, sarebbero stati definiti i contorni di un possibile accordo che prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana.
Il mercato ha interpretato queste dichiarazioni come un possibile segnale di riapertura del dialogo diplomatico, riducendo i timori di un'interruzione delle forniture di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico mondiale.
Da Teheran, tuttavia, la risposta è stata improntata alla prudenza. Il ministro della Difesa ad interim, Seyyed Majid Ibn Al-Reza, ha dichiarato che le recenti affermazioni degli Stati Uniti vengono considerate parte di una campagna di pressione psicologica, ma che ogni minaccia continuerà a essere presa sul serio. Anche l'agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha respinto le condizioni avanzate da Trump, definendole una semplice "lista dei desideri".
Nonostante le caute reazioni dell'Iran, gli operatori hanno preferito alleggerire le posizioni sul greggio, scommettendo su un raffreddamento della crisi che, dalla fine di febbraio, aveva alimentato una forte volatilità sui mercati energetici.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. I mercati delle materie prime sono soggetti a elevata volatilità e comportano rischi significativi per gli investitori.