Tutti i principali indici dell'area Asia-Pacifico hanno chiuso la prima seduta settimanale in territorio positivo, in una giornata dominata dal forte crollo del 6% del Brent crude. Il calo del greggio ha agito da catalizzatore su scala regionale, alleggerendo le pressioni inflazionistiche, riducendo i costi di importazione energetica e migliorando in misura significativa il sentiment degli investitori
Il Kospi sudcoreano si è attestato tra i mercati più dinamici della seduta, guadagnando lo 0,97% e chiudendo a 6.755,75 punti. A sovraperformare l'indice principale è stato il Kosdaq, che ha messo a segno un rialzo superiore al 2%, terminando le contrattazioni a 764,86 punti. Inoltre, Il Nikkei 225 ha avanzato dello 0,5%, portandosi a quota 64.931,19 punti, mentre il Topix ha registrato un progresso più marcato, pari all'1,37%, chiudendo a 4.066,07. ì
La seduta odierna segnala un recupero della fiducia degli investitori istituzionali sul mercato nipponico. Il Giappone, in quanto importatore netto di energia per eccellenza, beneficia in misura strutturale di ogni riduzione del prezzo del greggio: un Brent più basso si traduce direttamente in minori costi di approvvigionamento per l'industria manifatturiera e per il settore dei trasporti, due pilastri dell'economia reale giapponese. La divergenza tra il rialzo del Topix — più ampio e rappresentativo dell'economia domestica — e il più contenuto avanzamento del Nikkei 225 riflette la composizione settoriale dei due indici, con il Topix maggiormente esposto ai beneficiari diretti del calo energetico
L'S&P/ASX 200 australiano ha guadagnato l'1,39%, raggiungendo quota 8.894 punti e toccando nuovi massimi di periodo. Il CSI 300 della Cina continentale è salito dell'1,15%, chiudendo a 4.702,43 punti, mentre l'Hang Seng di Hong Kong si attestava in rialzo di oltre l'1% nell'ultima ora di contrattazioni, confermando la tendenza positiva dell'intera area.
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