Wall Street debole, il petrolio sopra i 94 dollari frena i mercati Nelle prime battute di scambi, il Dow Jones guadagna lo 0,27% a 52.363,96 punti, mentre l'S&P 500 cede lo 0,05% a 7.505,38 punti. In calo anche il Nasdaq Composite (-0,36% a 25.745,43 punti), il Nasdaq 100 (-0,38% a 29.043,16 punti) e il Russell 2000 (-0,27% a 2.979,40 punti).
A sostenere l'avversione al rischio è soprattutto il rialzo del petrolio. Il Brent sale di circa il 3%, superando i 94 dollari al barile e toccando temporaneamente quota 95 dollari, sui massimi da oltre un mese. Il WTI avanza di circa il 3%, portandosi sopra gli 86 dollari al barile.
Le quotazioni dell'energia continuano a beneficiare delle tensioni geopolitiche dopo l'undicesima serie consecutiva di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che Washington continuerà a proteggere il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, aggiungendo che l'Iran "non è seriamente intenzionato a negoziare".
L'aumento del prezzo del greggio alimenta i timori di una nuova accelerazione dell'inflazione, uno scenario che potrebbe spingere la Federal Reserve a mantenere un atteggiamento restrittivo più a lungo. Secondo le aspettative implicite nei Fed Funds Futures, i mercati attribuiscono una probabilità del 27% a un rialzo dei tassi già nella riunione di questo mese e del 70% a un aumento di almeno 25 punti base entro settembre.
L'attenzione degli investitori resta infine concentrata sulla stagione delle trimestrali, che continua a fornire indicazioni sullo stato di salute dell'economia statunitense e sulla tenuta degli utili aziendali in un contesto caratterizzato da tassi elevati e persistenti tensioni geopolitiche.