Le materie prime aprono la seduta in territorio positivo, sostenute dall’aumento della domanda per i metalli preziosi e dal ritorno dell’interesse degli investitori in un contesto caratterizzato dall’incertezza geopolitica e dall’attesa per le prossime mosse della Federal Reserve.
Protagonista di giornata è l’oro, che sale dell’1,13% a 4.061,2 dollari l’oncia. Il metallo prezioso beneficia della ricerca di asset rifugio da parte degli investitori, mentre i mercati monitorano gli sviluppi diplomatici in Medio Oriente e le possibili conseguenze sul fronte energetico e sull’inflazione.
A sostenere il prezzo dell’oro contribuisce anche l’attenuazione delle pressioni inflazionistiche, un fattore che potrebbe influenzare il percorso della Federal Reserve sui tassi di interesse. Gli operatori continuano infatti a valutare le prospettive della politica monetaria statunitense, con eventuali segnali di allentamento che potrebbero favorire ulteriormente il comparto dei metalli preziosi.
Tra gli altri metalli, spicca il rally dell’argento, in rialzo del 3,61% a 59,135 dollari. Bene anche il platino, che guadagna il 2,04% a 1.636,8 dollari, mentre il palladio avanza dello 0,93% a 1.280 dollari.
Seduta positiva anche per il rame, che cresce del 2,91% a 6,526 dollari, sostenuto dalle aspettative sulla domanda industriale globale e dal maggiore interesse verso i metalli legati alla transizione energetica.
Il comparto delle commodity resta quindi concentrato sul doppio fronte geopolitico e macroeconomico: da un lato gli sviluppi in Medio Oriente, dall’altro le indicazioni in arrivo dalla Fed, elementi destinati a guidare l’andamento dei prezzi nelle prossime settimane.