Avvio in territorio negativo per le Borse europee nella prima seduta della settimana, con gli investitori che continuano a monitorare l'escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Lo STOXX Europe 600 cede lo 0,03% a 641,31 punti. Tra i principali listini, il FTSE MIB di Milano arretra dello 0,06% a 51.850 punti, il FTSE 100 di Londra perde lo 0,45%, mentre il CAC 40 di Parigi sale dello 0,11%, il DAX di Francoforte guadagna lo 0,07% e l'IBEX 35 di Madrid avanza dello 0,18%.
A livello settoriale, il comparto oil & gas è il migliore di giornata con un rialzo dell'1,48%, sostenuto dall'impennata del greggio. Bene anche i titoli tecnologici che recuperano il sell-off con un +0,52%, mentre il resto dei settori si muove prevalentemente in territorio negativo.
A guidare il sentiment restano le tensioni geopolitiche. Il Brent è tornato sopra i 90 dollari al barile, scambiando intorno a 90,8 dollari, mentre il WTI sale a circa 84,9 dollari. Il mercato teme possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz dopo un nuovo round di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e l'inasprimento del conflitto tra Washington e Teheran.
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Treasury statunitensi registrano un lieve rialzo: il decennale si attesta al 4,58%, mentre il biennale sale al 4,18%, con gli investitori che continuano a valutare l'impatto delle tensioni geopolitiche sulle prossime mosse della Federal Reserve.