Wall Street apre la seduta in territorio positivo, sostenuta dai nuovi segnali di raffreddamento dell'inflazione negli Stati Uniti e dal rally dei titoli tecnologici, mentre gli investitori rivedono al ribasso le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Il Dow Jones avanza dello 0,35% , lo S&P 500 guadagna lo 0,41% , mentre il Nasdaq sale dello 0,65% a 26.276,04 punti. In rialzo anche il Nasdaq 100 (+0,21%) e il Russell 2000 (+0,11%).
A guidare i rialzi sono le Big Tech. Tesla guadagna circa il 2%, mentre Amazon, Apple, Microsoft e Alphabet avanzano di oltre l'1%. In positivo anche SpaceX, che sale di quasi il 2%. Tra i protagonisti della seduta c'è anche BlackRock, che balza di oltre il 6% dopo aver pubblicato una trimestrale superiore alle aspettative.
A sostenere il sentiment contribuiscono i nuovi dati macroeconomici. Dopo il rallentamento dell'inflazione al consumo diffuso martedì, anche l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) ha sorpreso al ribasso, registrando un calo dello 0,3% a giugno, contro attese per una variazione nulla. Il dato rafforza l'ipotesi che le pressioni inflazionistiche stiano gradualmente diminuendo.
Ulteriore supporto è arrivato dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, secondo cui esistono "ragioni incoraggianti per aspettarsi che l'inflazione abbia raggiunto il picco e continui a diminuire nei prossimi trimestri".
Alla luce dei dati, gli operatori hanno ridimensionato le aspettative di un intervento restrittivo della banca centrale. Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio è scesa al 17%, dal 42% del giorno precedente. Il mercato continua tuttavia a prezzare un possibile aumento del costo del denaro nella riunione di settembre.
I guadagni degli indici restano comunque contenuti dal nuovo rialzo del petrolio. Il WTI torna sopra gli 80 dollari al barile, mentre il Brent supera gli 85 dollari, dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato nuovi attacchi contro obiettivi iraniani, alimentando nuovamente le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.