Avvio prudente per i mercati europei, con gli investitori alle prese con le rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Lo STOXX 600 cede lo 0,29% a 639,26 punti, il DAX di Francoforte arretra dello 0,11% a 25.039,19 punti e il CAC 40 di Parigi perde lo 0,29% a 8.314,65 punti. Più resiliente il FTSE 100 di Londra (-0,03%), mentre il FTSE MIB di Milano limita le perdite allo 0,08%, attestandosi a 52.570,72 punti.
L'attenzione del mercato resta concentrata sul conflitto tra Stati Uniti e Iran. I nuovi attacchi lanciati da Washington e le incertezze sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz continuano ad alimentare la volatilità sui mercati energetici. Il petrolio WTI guadagna il 3,69%, sostenendo i titoli del comparto oil & gas, mentre l'oro arretra dell'1,44% a 4.052,3 dollari l'oncia. Sul fronte valutario, l'euro resta stabile a quota 1,14 contro il dollaro.
Di conseguenza, a livello settoriale pesa il comparto dei semiconduttori. Le vendite seguono il forte calo registrato in Asia, dove SK Hynix ha perso oltre il 15% e Samsung Electronics il 10,7%. In Europa scivolano Infineon (-2,3%), ASMI (-2,1%), ASML (-1,5%) e STMicroelectronics (-2,4%), alimentando la debolezza del settore tecnologico.
Gli operatori guardano inoltre alla Federal Reserve. Domani il presidente Kevin Warsh testimonierà davanti alla Commissione per i Servizi Finanziari della Camera, dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione statunitense di giugno. Mercoledì sarà invece la volta dei prezzi alla produzione e di una seconda audizione davanti al Senato. Gli appuntamenti potrebbero fornire nuove indicazioni sul percorso dei tassi d'interesse nella seconda metà dell'anno.