Wall Street apre in rialzo, nonostante il ritorno delle tensioni geopolitiche. L'Apertura in territorio positivo è principalmente sostenuta dal rimbalzo del comparto tecnologico e in particolare dei semiconduttori, mentre gli investitori continuano a monitorare l'andamento del mercato petrolifero.
Nelle prime battute di scambio il Nasdaq Composite guadagna lo 0,6%, trainato dai titoli dei chip, lo S&P 500 sale dello 0,3%, mentre il Dow Jones si muove intorno alla parità.
Tra i protagonisti della seduta spicca il comparto dei semiconduttori: l'ETF VanEck Semiconductor (SMH) avanza del 4%, con Micron Technology in rialzo del 7% e Sandisk del 6%, sostenuti dalle aspettative di una domanda ancora solida legata all'intelligenza artificiale.
L'avvio positivo di Wall Street segue una seduta contrastata sui mercati internazionali. In Europa lo Stoxx 600 recupera lo 0,1%, mentre in Asia il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dell'1,4%, il Kospi sudcoreano dello 0,62% e il CSI 300 cinese del 2,5%; in controtendenza l'Hang Seng di Hong Kong, in calo dello 0,5%.
Sul fronte geopolitico resta alta l'attenzione dopo i nuovi raid statunitensi contro obiettivi iraniani, lanciati in risposta agli attacchi di Teheran contro il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. I future sul petrolio, dopo la forte volatilità delle ultime sedute, si mantengono sostanzialmente stabili anche grazie alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha affermato di aver contattato l'Iran per tentare di raggiungere un accordo, pur avendo dichiarato nelle scorse ore che la tregua era ormai terminata.
Secondo Mason Mendez, global real assets analyst di Wells Fargo Investment Institute, l'ipotesi di un rapido ritorno alla normalità delle esportazioni di greggio dal Golfo Persico appare sempre meno probabile. Un'ulteriore escalation, con scorte globali già contenute, potrebbe mantenere elevato il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio.
Gli operatori restano quindi divisi tra le preoccupazioni per l'evoluzione del conflitto e la solidità dei fondamentali del settore tecnologico. Per Mendez, le tensioni potrebbero alimentare un temporaneo clima di avversione al rischio, ma la crescita degli utili societari e il continuo slancio degli investimenti nell'intelligenza artificiale dovrebbero continuare a sostenere il mercato azionario statunitense nella seconda parte dell'anno.