PepsiCo ha chiuso il secondo trimestre con risultati contrastanti: l'utile per azione rettificato si è attestato a 2,20 dollari, leggermente al di sotto delle attese degli analisti ferme a 2,21 dollari, mentre i ricavi hanno superato le previsioni di Wall Street grazie alla solida domanda internazionale di snack e bevande.
Nel dettaglio, il gruppo ha registrato ricavi per 24,18 miliardi di dollari, in crescita del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e superiori ai 23,95 miliardi stimati dal mercato. La crescita organica delle vendite, che esclude l'impatto di acquisizioni, dismissioni e cambi valutari, è stata del 2,4%.
L'utile netto attribuibile agli azionisti è salito a 2,98 miliardi di dollari, pari a 2,18 dollari per azione, rispetto a 1,26 miliardi di dollari, ovvero 0,92 dollari per azione, registrati nello stesso trimestre del 2025. Al netto degli oneri di ristrutturazione, svalutazioni e altre componenti straordinarie, l'utile per azione si è attestato a 2,20 dollari.
A pesare sui conti è stato il rallentamento delle attività in Nord America, dove i consumatori stanno riducendo la spesa per effetto delle persistenti pressioni inflazionistiche. "I risultati del trimestre sono stati frenati dal rallentamento delle categorie alimentari e delle bevande negli Stati Uniti, mentre i consumatori continuano a fare i conti con budget più limitati a causa dell'aumento dell'inflazione", ha dichiarato l'amministratore delegato Ramon Laguarta.
A compensare la debolezza del mercato nordamericano è stata la forte performance delle attività internazionali, che hanno sostenuto la crescita dei ricavi del gruppo.
Nonostante il lieve mancato raggiungimento delle stime sull'utile, PepsiCo ha confermato le proprie previsioni per l'intero esercizio, segnalando fiducia nella capacità di mantenere una crescita sostenuta grazie alla domanda nei mercati internazionali e alla solidità del proprio portafoglio di marchi.