Nonostante una trimestrale ben oltre le attese, il titolo di Samsung Electronics ha chiuso la seduta di ieri con un tonfo dell'8% in Borsa, segno di quanto le aspettative degli investitori nei confronti delle società legate all'intelligenza artificiale siano diventate sempre più elevate.
Il colosso sudcoreano ha comunicato un utile operativo trimestrale superiore a quello registrato da Nvidia e Apple nello stesso periodo, prevedendo inoltre un balzo dell'utile operativo fino al 1.800%. Numeri che, tuttavia, non sono bastati a convincere il mercato. Il caso Samsung si inserisce in una tendenza sempre più evidente a Wall Street: risultati finanziari solidi non sono più sufficienti se non superano le aspettative, particolarmente elevate per le aziende esposte al boom dell'intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi anche titoli come Nvidia e CrowdStrike hanno registrato forti ribassi dopo la pubblicazione dei conti, pur presentando performance operative robuste.
La debolezza si è estesa all'intero comparto dei chip. Anche i produttori di memorie Sandisk e Micron Technology hanno chiuso in deciso calo, mentre l'ETF iShares Semiconductor ETF (SOXX), che replica l'andamento del settore dei semiconduttori, ha perso circa il 5% nella seduta. Il movimento conferma come il mercato stia diventando sempre meno tollerante verso qualsiasi segnale che possa indicare un rallentamento della crescita nel comparto AI.