Trump: «Il cessate il fuoco con l'Iran è finito». Il petrolio balza immediatamente del 5%

Torna incertezza tra gli investitori per quanto riguarda il petrolio. Si riaccendono i timori nello Stretto di Hormuz



Il petrolio torna a correre dopo le ultime dichiarazioni di Trump. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sottolineato che il cessate il fuoco con Teheran è ormai "finito", affermando durante una conferenza stampa con il segretario generale della NATO che, a suo giudizio, "è tutto finito" e che proseguire i negoziati con la controparte iraniana sarebbe "una perdita di tempo".


Di conseguenza, le quotazioni del greggio sono salite di oltre il 5%. Si riaccendono i timori nello Stretto di Hormuz.


Le dichiarazioni arrivano dopo che Washington ha annunciato una "serie di potenti attacchi" contro l'Iran come ritorsione per gli attacchi alle imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto di petrolio. Gli Stati Uniti hanno inoltre avvertito Teheran che ulteriori azioni contro il traffico marittimo comporteranno "costi molto elevati".


I mercati energetici hanno reagito immediatamente. Il contratto sul greggio statunitense WTI con consegna ad agosto è salito del 5,2% a 74,13 dollari al barile, mentre il Brent con consegna a settembre ha guadagnato il 5,2%, attestandosi a 78,04 dollari al barile.


L'escalation rischia di compromettere la fragile tregua raggiunta il mese scorso, che aveva consentito la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo mesi di forti tensioni e interruzioni del traffico marittimo. Un nuovo deterioramento della situazione potrebbe riaccendere i timori degli investitori sulle forniture globali di greggio, alimentando ulteriore volatilità sui mercati energetici.