Chiusura mercati asiatici: Tokyo e Seul sotto pressione mentre la tecnologia rallenta



I mercati azionari asiatici hanno chiuso la seduta odierna prevalentemente in territorio negativo, con gli investitori che hanno ridotto l’esposizione sui titoli tecnologici dopo il recente rally di Wall Street. Le prese di profitto sul comparto dei semiconduttori e i dubbi sulla sostenibilità della domanda hanno pesato soprattutto sui listini di Giappone e Corea del Sud.


L’indice Nikkei 225 ha terminato la giornata in calo del 2,12%, scendendo a 68.256,96 punti, mentre il Topix ha registrato una flessione più contenuta dello 0,97%. A Tokyo il sentiment è stato penalizzato dal ritorno delle vendite sui titoli tecnologici e dai timori legati alle prospettive del settore dei chip.


La performance peggiore della regione è arrivata dalla Corea del Sud, dove il Kospi ha perso il 4,91%. A trascinare al ribasso il listino è stata soprattutto Samsung Electronics , che ha ceduto quasi il 7% nonostante la società abbia comunicato un forte incremento dell’utile operativo nel secondo trimestre. Gli investitori hanno infatti guardato oltre il dato positivo, concentrandosi sui dubbi relativi alla spesa dei clienti e alla domanda futura nel mercato della tecnologia.


Anche la Cina ha chiuso in territorio negativo. L’Hang Seng di Hong Kong ha lasciato sul terreno lo 0,51%, mentre lo Shanghai Composite è arretrato dell’1,26% a 3.990,235 punti Il CSI 300 ha registrato una perdita dell’ ,03%, in una seduta caratterizzata dalla cautela degli operatori.


In controtendenza l’India, con il Nifty 50 che ha guadagnato lo 0,15% , attestandosi a 24.466,75 punti, mentre l’ASX 200 australiano ha chiuso in calo dello 0,31% a 8.8 03,90 punti.



Nel complesso, la seduta asiatica evidenzia una fase di consolidamento dopo i recenti massimi raggiunti dai listini globali, con gli investitori sempre più concentrati sulle valutazioni elevate del comparto tecnologico e sulle prospettive della domanda nei prossimi mesi.