La corsa dell'intelligenza artificiale mostra i primi segnali di affaticamento sui mercati. Una nuova ondata di vendite ha travolto il comparto tecnologico asiatico, alimentando i dubbi degli investitori sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dopo mesi di rally alimentato dall'entusiasmo per l'AI.
A innescare il sell-off sono stati i risultati preliminari del secondo trimestre di Samsung Electronics. Il colosso sudcoreano ha riportato ricavi record per circa 112 miliardi di dollari e un utile operativo balzato di 19 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fino a circa 58,4 miliardi di dollari. Numeri che, tuttavia, non sono bastati a soddisfare un mercato che aveva ormai incorporato aspettative ancora più elevate.
Le azioni Samsung sono così arrivate a perdere quasi il 10% alla Borsa di Seul, trascinando al ribasso l'intero comparto dei semiconduttori. Pesanti anche le vendite su SK Hynix, che ha ceduto fino all'11%, mentre l'indice Kospi ha chiuso in calo del 4,9%. La pressione ribassista è stata tale da costringere le autorità di mercato a sospendere temporaneamente le contrattazioni per circa 20 minuti attraverso i meccanismi automatici di volatilità.
Le vendite si sono rapidamente estese al resto dell'Asia. In Cina lo Shanghai Composite ha perso l'1,6%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong è sceso di circa lo 0,5%. In Giappone il Nikkei ha ceduto il 2,2%, appesantito anche dal tonfo di Kioxia, tra i principali produttori mondiali di memorie NAND e SSD, che è arrivata a perdere l'11%.
Il movimento evidenzia un cambiamento nel sentiment degli investitori. Dopo mesi in cui qualsiasi risultato positivo veniva premiato, il mercato sembra ora richiedere performance sempre più elevate per giustificare multipli ormai molto tirati. Anche utili e ricavi record non sono più sufficienti quando le aspettative risultano già pienamente incorporate nelle quotazioni.
Il sell-off riporta così al centro dell'attenzione il tema della sostenibilità del rally dell'intelligenza artificiale. Gli investitori iniziano a chiedersi se le valutazioni raggiunte dai grandi produttori di chip e dai protagonisti della filiera AI riflettano ancora il potenziale di crescita oppure abbiano già scontato uno scenario estremamente ottimistico. In questo contesto, qualsiasi segnale di rallentamento rispetto alle attese rischia di tradursi in prese di profitto violente, come dimostrato dalla seduta odierna sui mercati asiatici.