Avvio contrastato per Wall Street nella prima seduta di luglio e del secondo semestre del 2026. Dopo il rally che ha caratterizzato i primi sei mesi dell'anno, gli investitori prendono profitto sui titoli dei semiconduttori, frenando il Nasdaq.
Nelle prime battute di contrattazione il Dow Jones guadagna lo 0,2% a 52.427 punti, lo S&P 500 cede lo 0,1% a 7.494 punti, mentre il Nasdaq Composite arretra dello 0,4% a 26.115 punti. In controtendenza il Russell 2000, che sale dello 0,2% aggiornando un nuovo massimo storico.
A guidare le vendite sono i produttori di chip, protagonisti assoluti del primo semestre. Micron perde circa il 6%, Sandisk l'8%, mentre Nvidia e Broadcom arretrano rispettivamente di circa il 2% e dell'1%, in un movimento di prese di beneficio dopo i forti rialzi registrati da inizio anno.
Il comparto dei semiconduttori ha infatti archiviato un semestre record: l'ETF VanEck Semiconductor (SMH) ha guadagnato l'82% nei primi sei mesi del 2026, il miglior risultato dalla sua nascita nel 2000, sostenuto dal boom dell'intelligenza artificiale.
Nel primo semestre dell'anno il Dow Jones ha messo a segno un progresso dell'8,9%, lo S&P 500 del 9,6% e il Nasdaq del 12,8%, mentre il Russell 2000 è balzato di quasi il 22%, registrando la migliore prima metà dell'anno dal 1991.
Sul fronte della politica monetaria, gli operatori continuano a monitorare le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che intervenendo al Forum della BCE di Sintra non ha fornito indicazioni sulla riunione di luglio, limitandosi ad affermare che "i prezzi sono ancora troppo elevati", ribadendo l'approccio della banca centrale americana basato sull'analisi dei dati.
