Oro ancora sotto pressione dopo il peggior trimestre degli ultimi 13 anni


Il prezzo dell'oro ha appena segnato la peggior chiusura trimestrale degli ultimi 13 anni.



L'oro prosegue la sua fase di debolezza, con i prezzi in ulteriore calo dopo aver archiviato il peggior trimestre degli ultimi 13 anni. Il metallo prezioso continua a perdere terreno rispetto al massimo storico raggiunto a gennaio, mentre gli investitori rivalutano le prospettive della politica monetaria.


A pesare sulle quotazioni è stato anche il conflitto tra Iran e Israele, che ha provocato un rialzo dei prezzi dell'energia, riaccendendo i timori di un ritorno delle pressioni inflazionistiche. Questo scenario ha rafforzato le aspettative di un possibile irrigidimento della politica della Federal Reserve, con il rischio di ulteriori aumenti dei tassi d'interesse.

L'eventualità di tassi più elevati rappresenta un fattore negativo per l'oro, che non offre rendimenti sotto forma di interessi o dividendi e tende quindi a risultare meno competitivo rispetto ad altri investimenti in un contesto di politica monetaria restrittiva.


Nonostante la recente correzione, gli analisti di Amundi ritengono che il metallo prezioso continui a svolgere un ruolo strategico nei portafogli degli investitori. Secondo la società, l'incertezza sull'inflazione, l'aumento del debito pubblico globale e il continuo processo di diversificazione delle riserve da parte delle banche centrali sono elementi destinati a sostenere la domanda di oro nel medio-lungo periodo.