Wall Street si muove in ordine sparso, con il comparto tecnologico sotto pressione nonostante gli ottimi risultati trimestrali di Micron. L'S&P 500 ha ceduto lo 0,5%, mentre il Nasdaq ha perso l'1,3%, penalizzato soprattutto dal forte ribasso di Apple. In controtendenza il Dow Jones, in rialzo dello 0,4%.
A sostenere il settore dei semiconduttori sono stati i conti superiori alle attese di Micron, che ha guadagnato il 9% dopo aver pubblicato risultati trimestrali ben oltre le previsioni degli analisti. Positiva anche Qualcomm, salita del 3% dopo aver migliorato le prospettive per il business non legato agli smartphone. Acquisti diffusi anche su altri titoli del comparto come Sandisk, Western Digital, Lam Research, KLA e Applied Materials.
Il mercato, tuttavia, ha concentrato l'attenzione sul brusco calo di Apple, che ha perso quasi il 5% dopo aver annunciato aumenti di prezzo per diversi modelli di MacBook e iPad. La società di Cupertino ha attribuito i rincari all'impennata dei costi di memoria e storage, cresciuti rapidamente a causa della forte domanda proveniente dall'industria dell'intelligenza artificiale.
La reazione negativa del mercato riflette anche il timore che l'aumento dei costi dei semiconduttori possa comprimere i margini delle grandi società tecnologiche, principali acquirenti di chip avanzati. Se da un lato i produttori di memorie stanno beneficiando del boom dell'AI, dall'altro le aziende che utilizzano questi componenti rischiano di dover affrontare costi operativi più elevati.
Sul fronte macroeconomico, l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), il parametro sull'inflazione maggiormente osservato dalla Federal Reserve, ha mostrato a maggio un aumento dello 0,4% su base mensile e del 4,1% su base annua. I dati sono risultati sostanzialmente in linea con le attese del mercato. L'indice core, che esclude energia e alimentari, è salito dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 3,4% su base annua.
Pur segnando il livello più alto dall'ottobre 2023, l'inflazione core non ha riservato sorprese negative agli investitori, che temevano un impatto maggiore derivante dal recente rialzo dei prezzi energetici legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Nel mercato obbligazionario, i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno registrato una lieve flessione, con il rendimento del titolo decennale in calo di oltre due punti base al 4,37%, mentre il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile dopo il rafforzamento della seduta precedente.
