Seduta contrastata per le principali Borse asiatiche nella giornata del 24 giugno 2026. Dopo il violento sell-off che aveva colpito il comparto tecnologico nelle precedenti sessioni, i mercati hanno tentato una fase di assestamento, con Hong Kong e Seul in recupero mentre Tokyo ha chiuso in territorio negativo. I principali indici asiatici hanno archiviato la giornata con le seguenti chiusure:
- Nikkei 225 (Giappone): 69.174,77 punti (-0,88%)
- Hang Seng (Hong Kong): 23.458,72 punti (+0,53%)
- Shanghai Composite (Cina): 4.110,14 punti (+0,11%)
- Kospi (Corea del Sud): 8.471,23 punti (+3,26%)
La seduta arriva all'indomani di un forte ridimensionamento dei titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori, che aveva provocato perdite particolarmente pesanti a Seul e Tokyo.
Il settore tecnologico resta sotto pressione
A influenzare l'andamento dei listini asiatici è stata ancora una volta la debolezza del comparto tecnologico globale. Le vendite partite da Wall Street hanno continuato a pesare sulle società dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale, alimentando prese di profitto dopo mesi di forti rialzi. Tra i principali fattori che hanno influenzato le contrattazioni:
- correzione dei titoli tecnologici globali;
- volatilità sui produttori di chip asiatici;
- attesa per i dati statunitensi sull'inflazione PCE;
- incertezza sulle future decisioni della Federal Reserve.
In Corea del Sud il mercato ha mostrato un moderato rimbalzo dopo il crollo di quasi il 10% registrato nella seduta precedente. Tuttavia, i grandi gruppi dei semiconduttori continuano a evidenziare elevata volatilità, segnale di una crescente cautela degli investitori sulle valutazioni del settore. Gli operatori stanno infatti rivalutando la sostenibilità della corsa all'AI e i ritorni effettivi degli enormi investimenti annunciati dalle big tech negli ultimi trimestri.
Geopolitica, petrolio e Fed: i temi che guidano i mercati
Sul fronte geopolitico, l'attenzione rimane concentrata sul Medio Oriente. I progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno contribuito a ridurre i timori di nuove interruzioni nelle forniture energetiche globali, favorendo un raffreddamento delle quotazioni petrolifere. Tra i principali driver macroeconomici osservati dagli investitori:
- negoziati tra Washington e Teheran;
- andamento dei flussi nello Stretto di Hormuz;
- evoluzione dei prezzi del petrolio;
- prossima pubblicazione dell'indice PCE statunitense;
- prospettive sui tassi d'interesse americani.
La discesa del greggio ha contribuito a migliorare il sentiment sui mercati, ma permane cautela in vista dei dati sull'inflazione americana che potrebbero fornire nuove indicazioni sulla politica monetaria della Federal Reserve. Il consenso continua a scontare tassi invariati nel breve periodo, ma gli operatori monitorano con attenzione eventuali segnali di persistenza delle pressioni inflazionistiche.
Nel complesso, la giornata del 24 giugno si è chiusa con mercati asiatici ancora fragili ma meno nervosi rispetto alle sedute precedenti. La volatilità resta elevata e il focus degli investitori continua a concentrarsi sull'equilibrio tra crescita tecnologica, politica monetaria statunitense e rischi geopolitici globali.
Andrea Pelucchi
